Assemblea nazionale degli amministratori locali del Pd, l’intervento di Marco Filippeschi Sindaco di Pisa e Presidente Nazionale di Legautonomie.

16 marzo 2011 | Pubblicato in: News

“Credo che le elezioni amministrative siano davvero importanti e che le vinceremo se sapremo convincere” apre così il suo intervento davanti alla platea dell’assemblea nazionale degli amministratori locali del PD, Marco Filippeschi Sindaco di Pisa e Presidente Nazionale di Legautonomie.
 Si richiama all’articolo di Ivo Diamanti “c’era una volta l’Italia dei comuni e delle regioni”, evoca un Italia dei Comuni e delle autonomie che in realtà è un paese fortemente centralizzato, dove tutto dipende da Roma.

Invita ad un autocritica delle organizzazioni di rappresentanza delle autonomie locali, parlando nella sua veste di Presidente di Legautonomie, ”non abbiamo avuto la forza, afferma Filippeschi, o la volontà per dirlo in modo chiaro”.
“Roma è oggi anche la capitale della Padania,aggiunge, il potere della Lega è un potere governativo, centrale, sempre meno territoriale e locale, questa realtà va smascherata, è un punto politico fondamentale”.

Chiede autocritica anche ai partiti, “alle volte sono distanti dalle amministrazioni locali”, e ricorda come anche il PD ha negli amministratori locali la sua risorsa forse più importante.
“Partiti che oggi sono personalizzati e centralizzati, la personalizzazione del potere è un ritorno al passato, sottolinea Filippeschi,una regressione storica”.
Incassa un applauso della platea quando richiama “quel Sindaco che si fa invitare nella villa di Berlusconi per chiedere provvedimenti per se”, e “Alemanno che chiede ed ottiene per sé la tassa di soggiorno”. Segnali di una grave frammentazione che non possono non preoccupare, “cattivi esempi che ci indeboliscono, sottolinea Filippeschi”.

Denuncia poi un sistema che penalizza i comuni più virtuosi premiando i meno virtuosi, “non si premiano i bilanci sani o le pratiche virtuose, si fa il contrario”.
“C’è un primo vero discrimine, sottolinea Filippeschi, che forse attraversa un po’ anche la nostra discussione, la crisi democratica investe in pieno le autonomie locali, dobbiamo essere intransigenti sui principi e sui valori guida”.
“Intransigenti e Riformisti, nella migliore tradizione che rappresentiamo”, è un ulteriore richiamo alle radici profonde del Partito quello che fa Filippeschi nel suo intervento che ricorda che dobbiamo saper essere “riformisti per rispondere alla crisi economica e sociale, con politiche di crescita e di qualità”.
“Le proposte che oggi facciamo, aggiunge, sono proposte coraggiose che implicano scelte, autonomisti e dunque federalisti, la riforma federale non sta in piedi senza due gambe fondamentali: una riforma costituzionale del parlamento che superando il bicameralismo paritario istituisca la camera delle regioni e delle autonomie; e la riforma fiscale.”

Conclude poi il suo intervento con 4 proposte: Un’iniziativa per spingere la riforma costituzionale, per partire dalla Camera delle Regioni e delle autonomie, chiede su questo al Partito di intraprendere una campagna che sarà molto popolare.
Invita a raccogliere la proposta di Errani, “suscitiamo con il nostro ruolo unitario ma intransigente, le associazioni di rappresentanza delle autonomie e convochiamo insieme alle regioni una sorta di stati generali, per fare il punto”; Facciamo nostra la lotta contro la penetrazione delle mafie dal Sud al nord per la legalità; Ed infine parla di democrazia interna, “cambiamo alcune regole interne al partito, bene la legge per la battaglia per la democrazia all’interno ai partiti e quindi anche per le primarie, ma allora facciamole sempre e davvero, anche per scegliere i candidati al parlamento, facciamole davvero all’americana, con l’albo degli elettori, migliorando lo statuto del partito”.