Legautonomie, Filippeschi: ora serve Senato federale. Filippeschi: si riparta da bozza Violante

29 marzo 2011 | Pubblicato in: News

“Ora il Senato federale, che è riforma costituzionale con più consenso di quella sulla giustizia e taglia i costi della politica. Ripartire dalla ‘Bozza Violante’. Una campagna di Legautonomie per la rappresentanza e l’equilibrio fra i poteri”
“E’ il momento di rilanciare la battaglia autonomista. Il Senato federale, la camera delle regioni e delle autonomie locali è l’obiettivo più alto e più necessario, via via che si realizza un impianto federalistico dello Stato. E’ una riforma costituzionale che, a differenza di quella sulla giustizia, ha dalla sua parte un consenso larghissimo e trasversale nel Paese: è una riforma che semplifica e consente risparmi, riducendo i costi della politica. E ciò mentre il Governo moltiplica i centri di spesa. Deve essere messa sul binario giusto, in Parlamento, con una spinta dal basso. Per Legautonomie sarà un distintivo, in una campagna aperta a chiunque sia d’accordo”.

 Così il presidente nazionale di Legautonomie Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, che oggi ha riunito la presidenza dell’associazione, nella Camera dei Deputati, a Palazzo San Claudio, dedicata proprio alla proposta del Senato federale.

Legautonomie promuoverà un comitato e lancerà una campagna, che prevede il coinvolgimento diretto degli enti locali, con un questionario. Poi un seminario, convegni, studi comparativi e quanto è necessario per affiancare l’iniziativa parlamentare.
“Non ci fanno velo le posizioni anche critiche che abbiamo preso e prendiamo sulle riforme avviate. La Bozza Violante può essere ancora un buon punto d’avvio – dice Filippeschi – con il Senato federale che rispecchi la rappresentanza di regioni e comunità locali, con poteri di proposta e di codecisione sulle materie che toccano direttamente i territori. Con una sola Camera legislativa, che dà la fiducia al governo, metà parlamentari eletti e procedimenti legislativi semplificati e velocizzati”.

“Legautonomie però, in una prima fase, si batterà soprattutto per imporre di nuovo all’attenzione del paese questo grande tema. Non si deve rimanere impigliati nella discussione – ha aggiunto Filippeschi – col rischio di darla vinta, ancora una volta, ai conservatori. I parlamentari di Camera e Senato devono essere sfidati positivamente a dare una risposta. Perciò serve anzitutto un’azione dal basso, senza timidezze. Chiederemo alle altre associazioni, alle rappresentanze sociali e alle forze politiche un pronunciamento chiaro”.