Legautonomie Piemonte-Anci , forum delle associazioni per la scuola

21 giugno 2011 | Pubblicato in: home

In questi giorni si sta concludendo un anno scolastico particolarmente complesso, che ha visto, come sempre, una fortissima sinergia tra tutte le componenti del mondo della scuola, il sistema degli Enti Locali e la Regione Piemonte, al fine di salvaguardare il più possibile la qualità dell’offerta formativa, nonostante i pesanti tagli agli organici e la crescente diminuzione delle risorse economiche effettivamente disponibili.

E’ noto che nell’anno scolastico 2011/’12 assisteremo alla terza tranche di tagli previsti sin dall’estate del 2008 per il triennio successivo. I dati sull’organico di diritto ripartito alle singole autonomie scolastiche hanno evidenziato in modo chiarissimo le estreme difficoltà – se non l’impossibilità, in molti casi – di garantire tempi scolastici distesi e adeguati alle esigenze degli studenti e alle richieste delle famiglie, che in gran parte, nella nostra Regione, optano per i tempi pieni e prolungati; di salvaguardare il funzionamento dei plessi scolastici nei tanti comuni piemontesi a marginalità geografica; di assicurare un adeguato servizio di pulizia e di vigilanza delle scuole, nonché la gestione amministrativa ordinaria di autonomie scolastiche che tendono a crescere nelle dimensioni, stante il taglio al personale ATA. Senza tralasciare, peraltro, la difficoltà diffusa di assumere impegni di spesa e garantire pagamenti puntuali, stante la persistenza di ingenti quote di residui attivi non saldati alle singole autonomie.

I tagli lineari applicati dal Ministero della pubblica istruzione all’intero territorio nazionale hanno determinato e sempre più determineranno gravissime sperequazioni, in quanto si riferiscono a realtà assai diversificate tra loro. E’ indubbio che Regioni come il Piemonte, articolato in 1206 comuni, in gran parte di piccole dimensioni e allocati in territori montani o collinari, con realtà metropolitane in cui, tradizionalmente, veniva assicurata un’offerta formativa analoga al modello del tempo pieno e al tempo prolungato, anche laddove non vi era una formale corrispondenza di organico, si trovino a subire le conseguenze di quei tagli statali in modo molto più consistente e doloroso, rispetto a tante altre Regioni italiane. E’ certamente apprezzabile lo sforzo finanziario della nostra Regione per sostenere il comparto della scuola; tuttavia se fino a qualche anno fa le risorse iscritte a bilancio servivano principalmente ad arricchire l’offerta formativa, nell’ambito di interventi concertati in materia di diritto allo studio, negli ultimi anni dette risorse debbono essere destinate a “tamponare” le pesanti riduzioni di risorse statali, remunerando, tra l’altro, personale aggiuntivo, in una spirale che difficilmente potrà reggere in futuro e non pare risponda alle velleità federaliste, di cui tanto si parla.

Riteniamo sia sempre più necessaria l’attivazione di un tavolo di lavoro, che permetta a tutti i soggetti che operano a diverso titolo nel mondo della scuola di partecipare ad una lettura condivisa del quadro dei bisogni del nostro territorio regionale e che possa essere di supporto alla nostra Regione per difendere e rivendicare le proprie specificità di fronte al Governo nazionale e alle diverse Amministrazioni Statali.

Allo stesso tempo è quanto mai improrogabile la riattivazione della Conferenza Permanente sul diritto allo studio, per una valutazione del primo piano triennale di prossima scadenza e la definizione della programmazione per il secondo triennio 2012/’14.

Accanto ad esigenze di respiro programmatico, vale la pena sottolineare una serie di problemi contingenti, su cui è necessario ricevere rassicurazioni e risposte in tempi brevi.

I pesanti tagli all’organico di diritto possono trovare una pur parziale compensazione nella distribuzione dell’organico di fatto e nella ripartizione dei fondi regionali per l’organico aggiuntivo. E’ opportuno che tutte le risorse a disposizione vengano valutate attorno al medesimo tavolo, cui vorremmo poter offrire il nostro contributo, quanto meno nella fase di definizione dei criteri. Siamo tutti impegnati a fare in modo che le poche risorse aggiuntive di organico vengano utilizzate per affrontare le emergenze più gravi, ben presenti alle diverse Direzioni Scolastiche Provinciali.

Accanto al tema del personale docente, occorre poi individuare soluzioni per risolvere i gravissimi problemi dettati dal taglio al personale ATA ed è necessario avere certezze in relazione alle risorse promesse dalla Regione a parziale reintegrazione dei tagli sulle spese di pulizia.

Da ultimo suscita profonda preoccupazione l’incertezza inerente all’effettiva disponibilità di risorse stanziate nel Bilancio Regionale, ove alle cifre formalmente previste nei diversi capitoli si accompagna una Deliberazione della Giunta Regionale (n. 17-1443 del 28 gennaio 2011) in cui viene assegnato appena il 25% dello stanziamento di ciascun capitolo codificato regionale, nelle more della definizione del Programma Operativo. Considerate queste premesse, nonché il fatto che una parte delle risorse iscritte sul bilancio regionale 2011 sul diritto allo studio è stata impiegata per saldare i trasferimenti alle Province comunicati per l’anno 2010, il sistema delle autonomie locali piemontesi si trova in una situazione di assoluta incertezza, che potrebbe impedire di assumere tutta una serie di impegni di spesa per il prossimo anno scolastico, in ambito di assistenza scolastica, di contrasto e prevenzione dell’abbandono scolastico, di integrazione degli studenti diversamente abili o con esigenze educative speciali, di azioni rivolte al sostegno all’inserimento di allievi di nazionalità straniera.

La complessità dei problemi che intendiamo denunciare con forza rende improcrastinabile una decisa mobilitazione e un incontro urgente con la Regione Piemonte, in persona dei suoi massimi rappresentanti istituzionali, nonché con la Direzione Scolastica Regionale.

Certi di un positivo riscontro e della rapida fissazione di una riunione congiunto, volta ad evitare il definitivo impoverimento del sistema scolastico piemontese, l’occasione è gradita per porgere i più cordiali saluti.      

Testo della lettera inviata a : Assessore Istruzione Regione Piemonte, Assessori Istruzione Province Piemontesi, Sindaci Comuni Piemontesi, Direttore Ufficio Scolastico del Piemonte, Direttori degli Uffici Scolastici Provinciali del Piemonte