Manovra, Filippeschi: “Saremo a manifestare. Il Governo aggredisce anello più debole, piccoli comuni, mentre la riforma parlamento non è ancora all’ordine del giorno”

29 agosto 2011 | Pubblicato in: News

“Saremo a Milano a manifestare. I sindaci dei comuni più piccoli hanno ragione e non sono conservatori ma persone che fanno volontariato civico. Sono altre le strade da percorrere per aumentare l’efficienza, senza mettere in discussione un tessuto vitale di impegno civico al limite del puro volontariato. Si valuti caso per caso e si chiedano obiettivi vincolanti di risparmio.

Servono gestioni associate dei servizi comunali, per rafforzare ed estendere un patrimonio di esperienze che si stanno già praticando da anni, anche senza particolari obblighi di legge. In questo modo si possono ottenere gli stessi obiettivi. E si può intervenire nella composizione degli organi di governo contenendo i costi, senza annullare le piccole comunità locali”. Lo dichiara Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie e sindaco di Pisa, che annuncia l’adesione alla manifestazione promossa dal coordinamento dei piccoli comini dell’Anci e che si terrà lunedì prossimo a Milano.

 “Il governo, per fare uno spot facile quanto inutile, invece aggredisce l’anello più debole della filiera istituzionale, ma evita di fare i conti con le inefficienze ministeriali, gli alti costi del centralismo burocratico e della politica nazionale. Tutti i sindaci dei piccoli comuni costano quanto una ventina di deputati – sottolinea Filippeschi – eppure sembra che lì, sulle pendici di una montagna, siano i grandi centri di costo dove si anniderebbero i campioni della cosiddetta casta dei politici. E ciò mentre la riforma del Parlamento, con il Senato federale e la metà dei parlamentari eletti, non è ancora all’ordine del giorno”.

“Bisogna stare attenti a non alimentare il rancore sociale a scapito del debole di turno e a cavalcare l’arma molto pericolosa della demagogia a basso costo – conclude Filippeschi – perché questo finirà per travolgere tutti, non escluso chi sta disperatamente tentando di nascondere l’evidente fallimento di una politica che aveva fatto del federalismo la propria stella polare e invece ha prodotto il peggior centralismo della storia repubblicana e che predicando la riduzione delle tasse e salvando gli evasori oggi propone un prelievo fiscale che farà del 2011 l’anno record della storia repubblicana”.