Comuni del Piemonte a Torino contro la manovra

14 settembre 2011 | Pubblicato in: Appuntamenti

Lunedì 12 settembre si sono riuniti a Torino, al Centro congressi della Regione Piemonte, gli amministratori dei comuni piemontesi. Il motivo dell’incontro è stato quello di proseguire la mobilitazione già iniziata il 22 agosto contro gli effetti della manovra finanziaria.

L’incontro è stato organizzato dalle associazioni degli enti locali Legautonomie Piemonte, Anci Piemonte, Uncem Piemonte e Anpci , le quali hanno unitariamente collaborato per mobilitare gli amministratori e raccoglierne le istanze.

A presiedere l’incontro i presidenti delle quattro associazioni , i quali precedentemente avevano invitato a partecipare alla mobilitazione anche  i parlamentari piemontesi ,convinti che una loro maggiore attenzione verso gli enti locali e i comuni  fosse un presupposto importante per la modifica della manovra .

Dopo un’introduzione del presidente dell’Anci Amalia Neirotti , hanno preso la parola Lido Riba , presidente dell’Uncem , Franca Biglio , presidente dell Anpci , Umberto D’Ottavio di Legautonomie e Piero Fassino , sindaco di Torino.

Riportiamo alcuni degli interventi fatti in assemblea : per Lido Riba la questione dei tagli agli enti locali viene ridotta in termini propagandistici a un taglio di costi della politica mentre questo in realtà si traduce in un taglio alla democrazia ; è infatti inaccettabile che il Governo immagini una riorganizzazione dello Stato così centralizzata.

Franca Biglio , portando la voce dei piccoli comuni, pone l’attenzione sul contrasto che emerge tra l’anniversario dei 150 anni dell’unità d’Italia e l’attuazione di una manovra che va in senso opposto. Le proposte emerse  dall’Anpci  riportate nell’intervento sono quelle di non applicare l’articolo 16, di non svolgere più le funzioni statali,di sollevare il dubbio di incostituzionalità dell’articolo e quella di mantenere un fronte compatto contro le decisioni imposte dalla manovra.

Umberto D’Ottavio per Legautonomie denuncia il mancato ascolto da parte del Governo della protesta degli amministratori e la campagna che è stata fatta contro gli enti locali , auspica una decisa  presa di posizione da parte dell’amministrazione Regionale nei confronti del Governo come già avvenuto in altre parti d’Italia , richiede una piena attuazione del titolo quinto della costituzione.

Conclude Piero Fassino analizzando in primis i costi effettivi della politica a tutti i livelli e le conseguenze dei tagli sulla capacità per i comuni di erogare servizi ai cittadini , invoca poi una necessaria riorganizzazione dell’ammministarzione dei comuni in quanto molti di essi sono a rischio di frammentazione e solo associandosi possono diminuire i costi dei servizi e continuare a garantirli ai cittadini.