Bilancio di Genere della Regione Piemonte 2006

3 marzo 2009 | Pubblicato in: Territorio

PREMESSA

“Un Piemonte aperto, tollerante, innovativo”. Questo è l’impegno che l’attuale governo regionale ha preso con i propri cittadini e cittadine, e nel quale il principio di “pari opportunità per tutti” rappresenta un valore democratico fondamentale e imprescindibile.
Nell’ambito di questo quadro di riferimento, l’azione regionale è stata caratterizzata sin dall’inizio dell’attuale mandato da un forte sostegno alla promozione delle pari opportunità e dei diritti, non solo per principio, ma anche nella visione della parità quale leva competitiva per un reale processo di crescita socioeconomica. Solo le pari opportunità per tutti possono infatti liberare quei talenti e quelle capacità così necessari alla crescita economica e sociale del paese, e che nell’attuale contesto storico appaiono particolarmente sacrificati ai criteri corporativi e di conservazione dei privilegi.

In questo panorama, le disuguaglianze “di genere” tra donne e uomini, che tuttora persistono, vanno affrontate con un impegno convinto, liminando gli ostacoli e le barriere che ancora oggi impediscono alle donne, e in alcuni casi anche agli uomini, di esprimere pienamente le proprie capacità, per contribuire da protagonisti alla costruzione del loro futuro e dunque della società stessa.
Tradurre tale convincimento in azione di governo quotidiano richiede l’uso di strumenti tecnici e di analisi idonei, in grado di misurare e valutare le reali differenze e disuguaglianze, verificare le aree di criticità sociale e personale, progettare interventi in risposta ai bisogni, sempre nell’ambito del perimetro istituzionale delle competenze regionali.
In questa prospettiva il bilancio di genere ben si presta per una riflessione importante.

Il processo storico che ha diviso il ruolo di donne e uomini tra famiglia e società e lavoro, per quanto in progressivo superamento, ha infatti lasciato ancora oggi un’eredità importante non solo in termini di differenze sociali ed economiche, ma anche nella stessa organizzazione delle istituzioni e nelle modalità di uso delle risorse pubbliche, che sono spesso portate a adottare modelli politici, decisionali e di spesa intrinsecamente orientati ad una visione non equilibrata dei diversi bisogni e prospettive di crescita.
Conoscere dunque l’impatto di genere delle politiche e delle decisioni di spesa aiuta senza dubbio a comprendere la reale efficacia dell’azione regionale, restituendo alla cittadinanza una chiave di lettura indispensabile ad un esercizio di democrazia sempre più trasparente e maturo.
Per la Regione Piemonte questo primo bilancio di genere rappresenta dunque una tappa importante del proprio percorso politico e istituzionale, che lo pone davanti alla sfida di un impegno crescente nel tradurre un principio condiviso in azione di governo orientata alla crescita armoniosa di una società più giusta per tutti.

Giuliana Manica Mercedes Bresso
Assessora alle Pari Opportunità Presidente
della Regione Piemonte della Regione Piemonte

PRESENTAZIONE

Il primo bilancio di genere della Regione Piemonte viene presentato in un anno dal particolare significato simbolico, avendo l’Unione nominato il 2007 l’”Anno Europeo delle Pari Opportunità”.
Nel quadro delle molteplici ed importanti iniziative promosse dalla Regione Piemonte per celebrare tale avvenimento, il bilancio di genere rappresenta un passo decisivo verso una valorizzazione in chiave politica delle pari opportunità quale approccio strategico di tutte le azioni di governo regionale.

Il presente report, che Ires Piemonte ha avuto la responsabilità e l’onore di redigere, rappresenta la parte più visibile di un processo di mainstreaming che l’amministrazione regionale sta portando avanti dall’inizio del proprio mandato e che, grazie al bilancio di genere, potrà imprimere a tale processo una significativa accelerazione.
L’analisi di genere dei bilanci pubblici è stata sperimentata per la prima volta nel 1984 in Australia. Il crescente interesse per tale tipo di analisi si è progressivamente diffuso a diversi paesi, sostenuto sia direttamente dai governi, che dalle associazioni non governative.
Un passaggio fondamentale è stata in questo senso la Quarta Conferenza Mondiale sulle donne di Pechino nel 1995. In tale occasione sono state lanciate a livello mondiale due strategie fondamentali di promozione delle pari opportunità: il gender mainstreaming e l’empowerment, sulla cui base si sono sviluppate tutte le politiche di pari opportunità degli anni successivi, fino ad oggi, sia a livello europeo, che a livello nazionale e locale.

In tale quadro il bilancio di genere è stato riconosciuto quale obiettivo strategico da perseguire, ed è stato menzionato come uno strumento raccomandato agli stati delle Nazioni Unite per la promozione dei diritti e delle Pari opportunità delle donne.
Il lavoro, iniziato nel dicembre 2006, si è svolto sul piano operativo di raccolta e analisi dei dati e parallelamente su quello della validazione scientifica da parte di un Comitato scientifico. Si evidenzia come si è cercato di rappresentare ciò che è stato fatto dall’Ente in ottica di gender mainstreming e parimenti di far emergere le criticità che ancora persistono e gli obiettivi di miglioramento delle politiche e delle azioni regionali. Il progetto, pur nella sua compiutezza, è da considerarsi sperimentale anche come possibile modello di rendicontazione per altri Enti Locali piemontesi.

Il progetto ha richiesto una miscellanea di profili di esperti specializzati nell’analisi dei bilanci pubblici, nella valutazione delle politiche pubbliche e nel gender budgeting, il che ha implicato l’attivazione di specifiche competenze in rendicontazione sociale all’interno dell’Istituto. L’esplicitazione di queste, trasversali anche agli altri progetti messi in atto dalla Regione, come il bilancio sociale, ha valorizzato e messo a sistema, contribuendo alla realizzazione del progetto, il patrimonio di conoscenze implicite presenti all’interno dell’Ires.
L’Istituto intende proseguire la strada intrapresa per strutturare e implementare un ambito si attività di sicuro interesse e per poter cogliere l’opportunità di rendere coerente e omogeneo tutto l’impianto di rendicontazione sociale della Regione.

L’Istituto ritiene, inoltre, che attraverso la prosecuzione del progetto di Bilancio di Genere la Regione Piemonte abbia a disposizione uno strumento duplice, che mentre su un piano fornisce agli organi di governo elementi per la definizione delle strategie e delle politiche da attuare, sull’altro permette di comunicare e di rendere conto con maggior facilità ai cittadini le motivazioni delle scelte di governo in ottica di pari opportunità.