Indagine sulle misure adottate dalla Regione a sostegno delle famiglie

20 maggio 2009 | Pubblicato in: Finanza territoriale

L’indagine ,curata da Legautonomie ,offre un quadro generale sulle politiche di contrasto alla povertà gestite a livello regionale, con particolare riferimento alle misure adottate a  sostegno della famiglia.
Gli interventi descritti sono contenuti nelle leggi finanziarie regionali del 2009 e in provvedimenti di altra natura; in alcuni casi  si tratta di misure finanziate con risorse imputabili a manovre del 2008.

Molti provvedimenti o piani sono ancora in via di definizione e troveranno attuazione nel corso del 2009.L’analisi, pertanto, non può essere esaustiva dell’ammontare dei provvedimenti anticrisi e stanziamenti ancora allo stadio previsionale, ma si pone l’ obiettivo di evidenziare l’azione delle Regioni sul territorio , la lettura territoriale della crisi in atto, le modalità e l’articolazione delle scelte locali a fronte di una considerevole riduzione delle risorse destinate alle politiche sociali e dei relativi trasferimenti.

Le misure speciali regionali abbracciano vari settori: dalle politiche per la casa, agli aiuti diretti alle famiglie in difficoltà, al sostegno a chi perde il lavoro, al potenziamento di servizi già presenti nell’offerta delle politiche sociali.
In tema di aiuti diretti alle famiglie, gli interventi regionali inquadrano i beneficiari nelle famiglie di nuova costituzione (1 o più figli neonati) e nelle famiglie numerose (con 3 figli o 4 o più figli) in situazione di disagio economico e si attestano su due linee direttrici: quella dell’erogazione del contributo economico diretto al sostegno del reddito (bonus famiglia) o quella della diretta riduzione e decurtazione di spese annuali inerenti una serie di servizi, essenziali e non (gas, acqua, elettricità, rette asili nido, prestazioni scolastiche e altro) che incidono direttamente sulla struttura del bilancio familiare.

L’abbattimento dei costi si realizza tramite finanziamento rivolto ai Comuni, previa presentazione di progetti atti a sperimentare politiche tariffarie a favore delle famiglie o accordi tra istituzioni e soggetti interessati. In tale contesto si colloca la sperimentazione tra gli enti locali, anche in forma associata, della creazione di forme di microcredito (tipo prestiti sull’onore) a favore di famiglie numerose e in funzione delle fasi evolutive della famiglia anche in collaborazione con Istituti di credito.

Il sostegno alle famiglie coinvolge le politiche della casa. Sono erogati finanziamenti e contributi a favore delle famiglie che, avendo contratto un mutuo per l acquisto della prima casa, non riescono a far fronte al pagamento delle rate e contributi a fondo perduto da utilizzare per l’abbattimento degli interessi su un mutuo per l acquisto, la costruzione, il recupero della prima casa; il sostegno ai titolari dei mutui viene offerto, altresì, dall’istituzione di fondi speciali atti a favorire le procedure di rinegoziazione tra mutuatari e intermediari finanziari o favorire la sospensione dell’ammortamento per un determinato periodo. Sempre nel versante delle situazioni di sovraindebitamento si collocano l’istituzione di fondi di solidarietà che intervengono nella forma di anticipazioni finanziarie o garanzie di prestiti personali o sui mutui.

Le manovre regionali vogliono anche garantire un’ offerta di servizi che consenta l’accesso a beni, in un ottica di reintroduzione della famiglia nel sistema sociale. Vi rientrano tutte quelle azioni dirette a potenziare l’offerta di nidi e micronidi, i servizi socio educativi, il sistema integrato dei servizi sociali, tramite finanziamenti agli enti gestori di funzioni socio assistenziali e ai soggetti istituzionali del sistema dei servizi socio assistenziali.
Il contrasto alla crisi occupazionale ha prodotto interventi mirati alla stabilizzazione dei lavoratori precari tramite concessione di prestiti alle imprese per ogni dipendente assunto a tempo indeterminato, con interessi da restituire a tasso agevolato.

Per il lavoratori fuoriusciti dal mercato del lavoro è prevista la concessione di contributi una tantum tramite fondi di sostegno al reddito. Sia per precari che per disoccupati aiuti sui mutui e acquisti agevolati.
La crisi ha unito le Regioni nello sforzo finanziario diretto al mantenimento o potenziamento di servizi sociali già presenti sul territorio e alla sperimentazione di ulteriori programmi. Le nuove povertà disegnano scenari di differenze economico-sociali sempre più marcate e ampie: la risposta sociale deve essere indirizzata a realizzare forme di redistribuzione del reddito e garanzia dei diritti individuali. La crisi, da questo punto di vista, può rappresentare l’opportunità di costruire una società più giusta ed equa.

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