Riforme istituzionali, Filippeschi: “Avanti con riforma Senato, maggioritario doppio turno, e ripristino collegi elettorali”

9 gennaio 2014 | Pubblicato in: News
“Se si farà una radicale riforma del bicameralismo una legislatura nata male avrà un posto di primo piano nella storia della Repubblica, anche se non avrà durata piena. Questa riforma è assolutamente necessaria e oggi è possibile. L’Italia non uscirà dal tunnel senza un profondo cambiamento dello Stato, a partire da parlamento e governo. Noi sindaci ne siamo convinti per esperienza e per scelta. Con il sistema attuale non c’è stabilità né c’è governabilità. E approvare una buona riforma elettorale non basterebbe, come ha avvertito ogni volta il presidente Napolitano. Chi fa ostruzionismo o prepara trappole dev’essere battuto. In Parlamento i numeri ci sono e non si deve avere paura del referendum confermativo della riforma costituzionale, perché i cittadini sono favorevoli in stragrande maggioranza. Se invece il consenso mancasse la legislatura perderebbe il suo obiettivo fondamentale e non potrebbe proseguire”. Così il presidente nazionale di Legautonomie Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, interviene nel dibattito sulle riforme istituzionali.
“Chiediamo al Parlamento d’essere ascoltati. La nostra scelta è chiara, a favore di un Senato delle autonomie locali e delle regioni – precisa Filippeschi – di una camera federale ad elezione indiretta, che sia espressione delle istituzioni locali e che consenta una forte diminuzione del numero dei parlamentari eletti e dei costi duplicati per un ruolo ripetitivo, che fa perdere tempo e chiarezza al lavoro legislativo. Dunque, parlamento più forte con un’unica Camera legislativa che dà la fiducia, governo più forte con la sfiducia costruttiva e sistema più coeso con il nuovo Senato”.

 

“Sulla legge elettorale non ho dubbi e anche in questo caso l’esperienza dei sindaci ha un valore generale. Il sistema maggioritario a doppio turno ha dato ottima prova – chiarisce il presidente di Legautonomie – si deve guardare alla convenienza del paese, senza cedere ai ricatti oligarchici di chi, per vent’anni, ha bloccato ogni seria riforma e ci ha dato il disastroso porcellum. Il ripristino dei collegi elettorali darebbe chiarezza al confronto tra forze politiche e coalizioni alternative e aiuterebbe una personalizzazione positiva, evitando nei partiti competizioni per le preferenze introverse e molto costose. Inoltre renderebbe più coerente la selezione dei candidati con il metodo delle primarie”.