Dimensionamento scolastico 2010-2011

29 settembre 2009 | Pubblicato in: Istruzione & cultura

Il documento che definisce i criteri per l’organica revisione del piano di dimensionamento scolastico per l’anno 2010-11 è stato approvato il 23 settembre dal tavolo interistituzionale convocato dall’assessore regionale all’Istruzione, Gianna Pentenero, e costituito dagli assessori provinciali all’Istruzione, Anci, Uncem, Asapi Anpi e sindacati.

La definizione di criteri per la programmazione della rete scolastica e dell’offerta formativa integrata si rendono quanto mai necessari sia in vista di un possibile trasferimento alle Regioni delle competenze sulla gestione dell’istruzione sia per attutire gli effetti dei tagli agli organici del personale docente e ausiliario, secondo le previsioni pluriennali del piano programmatico del Ministero, che prevedono per l’a.s. 2010/11 e per quello successivo una riduzione dell’organico almeno pari a quella prevista per quest’anno.

I punti salienti del documento, che sarà approvato dalla Giunta regionale nei prossimi giorni e successivamente portato in Consiglio per l’approvazione finale entro il 31 dicembre 2009, sono i seguenti:

Scuole dell’infanzia e primo ciclo. Per le istituzioni scolastiche situate nei Comuni montani e nelle aree geografiche caratterizzate da situazione di marginalità il numero minimo di 500 alunni potrà essere ridotto a 300. I plessi di scuola dell’infanzia dovranno essere costituiti da almeno 20 bambini, quelli di scuola primaria da almeno 35. Diversi invece i parametri per le scuole situate nei Comuni montani e nelle aree geografiche ad alta marginalità: per i plessi di scuola dell’infanzia sarà richiesta la presenza di almeno 10 bambini, per quelli della scuola primaria di almeno 18.

Istituzioni scolastiche del secondo ciclo. L’offerta formativa sarà programmata tenendo conto dei flussi di mobilità, del sistema dei trasporti, del patrimonio edilizio e delle condizioni territoriali. Secondo i nuovi interventi le autonomie dovranno assumere una dimensione tendenzialmente non inferiore a 500 alunni e non superiore a 900. Il numero minimo di alunni potrà essere ridotto a 300 in caso gli istituti siano situati in zone montane e nelle aree geografiche ad alta marginalità. L’unificazione degli istituti si realizzerà prioritariamente tra quelli della medesima area. Considerato il momento di transizione in atto, non saranno autorizzate l’attivazione di indirizzi aggiuntivi e la modifica di denominazione. Le scuole coordinate, le sezioni staccate, le sezioni annesse o aggregate, gli indirizzi di studio e le specializzazioni funzionanti nella medesima sede dovranno avere non meno di 15 alunni per ogni classe, con la previsione del funzionamento per il corso intero.

“Un documento equilibrato – lo definisce Pentenero – in cui abbiamo tentato di esprimere le esigenze di tutti i territori del Piemonte. La competenza della Regione che rischia però essere compromessa dall’attribuzione dei budget dell’organico, attualmente propria del Governo centrale, che per il 2009-10 non ha esercitato alcun confronto diretto con le Regioni. In sostanza, per quanto il piano di dimensionamento scolastico tenti di tutelare la sopravvivenza della nostra scuola, dovrà sempre fare i conti con i tagli agli organici disposti dal Ministero”.

sdepalma   24 settembre 2009