Rete sanitaria contro la violenza sulle donne

29 settembre 2009 | Pubblicato in: Territorio

Con l’obiettivo di definire una modalità assistenziale alle vittime di violenza domestica e sessuale adeguata e omogenea su tutto il territorio regionale, la Giunta regionale del Piemonte ha approvato, il 21 settembre, la nascita della Rete regionale per la prevenzione della violenza contro le donne e per il sostegno alle vittime. Punto di riferimento della rete sarà il Centro integrato ospedaliero per l’assistenza alle vittime di violenza domestica e sessuale costituito dall’integrazione del centro SVS-Bambi dell’Aso OIRM-Sant’Anna e dal Centro Demetra dell’Aso San Giovanni Battista-Molinette.
 «Con l’approvazione della Rete Regionale per la Prevenzione della violenza contro le donne e per il sostegno alle vittime, deliberata oggi dalla Giunta – commenta Giuliana Manica, assessore alle Pari Opportunità della Regione Piemonte – tutti gli obiettivi che il Piano Regionale aveva posto per quest’anno sono stati già raggiunti».
«L’approvazione della rete – dichiara Eleonora Artesio, assessore alla tutela della salute e sanità– è infatti un tassello che si aggiunge a quelli già costruiti dalla Regione negli ultimi anni. La rete sanitaria, quindi, integra il percorso fatto finora e caratterizza con più forza l’impegno e gli sforzi profusi grazie alla collaborazione tra le istituzioni pubbliche e il privato sociale».

Come opererà la rete sanitaria

Il Centro integrato ospedaliero per l’assistenza alle vittime di violenza domestica e sessuale costituito dall’integrazione del centro SVS-Bambi dell’Aso OIRM-Sant’Anna e dal Centro Demetra dell’Aso San Giovanni Battista-Molinette, entrambi di Torino, avrà il compito di prendere in carico, 24 ore su 24, le donne provenienti dagli ospedali della città e della prima cintura. I criteri e le modalità per il trasferimento dagli altri nosocomi saranno definiti con un successivo protocollo.
Il Centro garantirà interventi di emergenza-urgenza, servizi ginecologici, psicologici, attività ambulatoriali anche in fase di follow-up e la formazione costante di tutti gli operatori coinvolti nell’attività.

Ogni azienda sanitaria dovrà, ora, individuare un referente, che avrà il compito di coordinare la costruzione della rete locale, sia all’interno dei pronto soccorso, sia sul territorio di competenza dell’Asr. A livello di ogni singolo presidio ospedaliero un medico e un’ostetrica – o un infermiere – applicheranno i protocolli regionali, adattandoli alla specificità della propria realtà e individuando il percorso più idoneo per ogni donna (dalla presa in carico diretta all’attivazione della rete psico-sociale).
Il coordinamento regionale della rete supporterà l’Assessorato alla tutela della salute e sanità nel monitoraggio delle attività svolte e nell’aggiornamento dei protocolli clinici e delle linee guida operative.
L’intero percorso di realizzazione della rete sarà svolto in stretta collaborazione con gli altri soggetti   che lavorano per la prevenzione della violenza e il sostegno alle vittime, dai servizi sociali alle autorità giudiziarie, alla pubblica sicurezza alle associazioni di volontariato.

 I risultati del Piano regionale

Nel 2008 è stato approvato il “Piano regionale per la prevenzione della violenza contro le donne e per il sostegno alle vittime”, che rappresenta anche uno degli obiettivi del Piano socio sanitario 2007-2010.
Il piano ha curato la formazione e l’aggiornamento del personale dei servizi sanitari finalizzata all’istituzione di un punto di riferimento specializzato presso ciascuna ASL e Pronto Soccorso regionale.
Inoltre il Centro di coordinamento regionale contro la violenza alle donne è, ormai, attivo da un anno presso l’Ires Piemonte e coordina tutte le realtà operanti nella nostra regione. Il Centro sta procedendo, anche, con il monitoraggio del fenomeno, i cui risultati saranno presentati ufficialmente il 20 novembre in occasione del Forum Regionale contro la violenza sulle donne.
Ogni Provincia ha redatto un piano di attività con l’obiettivo di aprire almeno uno sportello di informazione, ascolto, accoglienza e consulenza, anche legale, e ad Alessandria e Biella, alcuni dei territori dove non esistevano servizi dedicati alle donne vittime di violenza, tra fine 2008 e inizio 2009 sono stati aperti 2 centri specializzati.

Nel 2008 la Giunta ha deliberato la creazione di un fondo di solidarietà per il patrocinio legale alle donne vittime di violenza e maltrattamenti e, nel maggio del 2009, il Consiglio regionale ha approvato con legge l’istituzione dei centri antiviolenza con case rifugio. La rete sanitaria, quindi, integra il percorso fatto finora e caratterizza con più forza l’impegno e gli sforzi profusi grazie alla collaborazione tra le istituzioni pubbliche e il privato sociale».
 
«Un risultato di cui siamo particolarmente soddisfatti – conclude Manica – e per il quale dobbiamo ringraziare la grande collaborazione di tutto il territorio».