Legge di stabilità 2011-2013 e bilancio di previsione

3 novembre 2010 | Pubblicato in: News

La Commissione bilancio della Camera si occuperà in settimana di vagliare gli emendamenti ai ddl per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2011) e Bilancio 2011. Il Vice Ministro Vegas ha presentato una nota contenente elementi di risposta ai quesiti posti da alcuni deputati e dal relatore per il disegno di legge di bilancio. I provvedimenti saranno in Aula dall’8 novembre.
 Il ddl stabilità è stato illustrato in Commissione da Milanese (PdL), il quale ha ricordato il contenuto limitato del ddl rispetto alla vecchia finanziaria e che la manovra finanziaria vera e propria è stata già realizzata con il decreto-legge n. 78 /2010. Il relatore per il ddl di bilancio, Marsilio (PdL), ne ha ricordato l’articolazione, per quanto riguarda il versante della spesa, in missioni e programmi.

In Commissione si è poi aperto il dibattito al quale hanno partecipato vari esponenti; nel frattempo, sono state approvate le relazioni, tutte favorevoli, da parte delle altre Commissioni.

In Commissione affari costituzionali, sono stati dichiarati inammissibili gli emendamenti di Giovanelli (PD) 3778/I/7 e 3778/I/8 – volti a modificare la normativa vigente in materia di costituzione di organi di decentramento comunale – che si è riproposto di ripresentare in tutte le sedi possibili poiché ha giudicato fortemente negativa l’impostazione del Governo, che ha portato a sopprimere organismi di partecipazione alla vita politica che operavano da decenni con esigui costi per il bilancio pubblico e che consentivano di valorizzare la partecipazione dei cittadini.

Ammissibili invece ma respinti in votazione gli emendamenti 3778/I/1.5 e 3778/I/1.6, che intervengono sull’articolo 14, comma 2, del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010. L’articolo 14, infatti, obbliga tutti i comuni con una popolazione inferiore a 30.000 abitanti a dismettere le società realizzate da tali enti. Pur ritenendo comprensibile la ratio della norma, Giovanelli ha osservato che una previsione di “taglio lineare” uguale per tutti annulla anche esperienze positive. Gli emendamenti da lui proposti, sostenuti da Legautonomie, intendono fissare a 5.000 abitanti la soglia della popolazione sotto la quale i comuni non possono costituire società, coerentemente peraltro con quanto previsto dalla Carta delle autonomie locali che stabilisce l’obbligo di svolgere i servizi in forma associata per i comuni con meno di 5.000 abitanti.

L’emendamento 3778/I/1.6, inoltre, vuole specificare che il comma 2 dell’articolo 14 non si applica ai comuni che dimostrino che dalla dismissione di una o più società dagli stessi partecipate derivino effetti finanziari negativi per i rispettivi bilanci; in tal modo, ha sottolineato Giovanelli vi è la possibilità di evitare la costituzione di società fittizie, mantenendo salva l’autonomia degli enti locali che si vuole perseguire.

Per maggiori informazioni visitare il sito:

http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0041900.pdf