Federalismo, Filippeschi: “Inequivocabile piega autoritaria. Aspettiamo analoghe norme per Presidente del Consiglio e Ministri”

1 dicembre 2010 | Pubblicato in: News

“Il governo ha varato, in modo unilaterale, un complesso di norme che dovrebbero portare fino alla proclamazione del “fallimento politico” per Presidenti di Regione e Sindaci, tale da sancirne la successiva ineleggibilità per i successivi dieci anni. Viene da chiedersi dove stanno analoghe norme e previsioni per Presidente del Consiglio e Ministri”. Commenta così Marco Filippeschi, Presidente nazionale di Legautonomie e Sindaco di Pisa, la bozza di decreto attuativo sul federalismo fiscale approvata il 30 novembre dal Consiglio dei Ministri.

 “Molti Comuni e Province – continua Filippeschi – si sono caratterizzati in questi anni per aver messo in campo istituti di rendicontazione della propria attività ai cittadini, come il bilancio sociale o il bilancio di fine mandato. Hanno anche attivato istituti di partecipazione alla formazione delle decisioni pubbliche, come il bilancio partecipato, e alimentato diversi canali di rendicontazione trasparente del proprio operato.

Se questo governo dovesse invece essere sottoposto a meccanismi oggettivi di valutazione del proprio operato con analoghi meccanismi sanzionatori, allora non ci sarebbe più bisogno del Parlamento né del suo controllo democratico. Il 14 dicembre non ci sarebbe un dibattito sulla fiducia ma semplicemente la presa d’atto, in base a parametri “oggettivi” del fallimento politico di questo governo. E’ un modo ben strano di procedere questo. Il Governo non smette mai di dare lezioni agli altri livelli costituzionali della Repubblica e pensa di sostituirsi al giudizio vero che in ogni democrazia spetta al cittadino.

E’ il segno inequivocabile di una piega autoritaria e la conferma che il federalismo, per questo governo, non è altro che una ristrutturazione della finanza pubblica nel segno della centralizzazione della risorse, contro i territori”.