Legge di stabilità 2011, oggi il voto al Senato

7 dicembre 2010 | Pubblicato in: News

È terminato l’esame degli ordini del giorno al ddl stabilità, la nuova Finanziaria, in Aula al Senato. L’assemblea è quindi passata alla votazione dei 180 emendamenti al disegno di legge.
Il provvedimento, già esaminato in prima lettura alla Camera, non ha subito modifiche durante l’esame in commissione Bilancio al Senato. Il voto finale è previsto tra stasera e mercoledì 8 dicembre.

 La Commissione bilancio di Palazzo Madama, prima di conferire il mandato ai relatori a riferire favorevolmente in Assemblea, ha approvato all’unanimità un ulteriore ordine del giorno al ddl stabilità che chiede al Governo alcuni interventi per gli enti territoriali:

• istituire la Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, in attuazione delle leggi n. 42 sul federalismo fiscale e n. 196 del 2009 sulla contabilità;

• ridurre le percentuali stabilite all’articolo 1, comma 88, lettera b), da applicare alla media della spesa corrente registrata negli anni 2006-2008 per la determinazione dello specifico obiettivo di saldo finanziario;

• estendere all’intero triennio 2011-2013 le misure correttive, introdotte dall’articolo 1, comma 92 a favore degli enti locali che avranno il peggioramento del saldo per il solo anno 2011;

• ripristinare il limite del 15 per cento all’indebitamento degli enti locali, o quantomeno elevare il nuovo limite ora proposto nel seguente modo: 12 per cento nel 2011; 10 per cento nel 2012 e 8 per cento nel 2013;

• prevedere una nuova normativa in base alla quale i proventi delle concessioni e delle sanzioni previste dal TU edilizia, possano essere utilizzati, per una quota da definire, per il finanziamento delle spese correnti e per le spese di manutenzione ordinaria del patrimonio comunale;

• innalzare la percentuale dello sblocco dei pagamenti per investimenti del 2010, dal momento che la percentuale attualmente stabilita dello 0,78% muove un capitale di soli 320 milioni di euro a fronte dei 40 miliardi di residui passivi esistenti;

• verificare la possibilità di introdurre una modifica delle norme tributarie in materia di ICI sugli immobili locati a canone concordato;

• chiarire la portata del divieto a carico delle amministrazioni pubbliche di effettuare spese per sponsorizzazioni, precisando che la norma non riguarda i contributi degli enti locali ad associazioni o altri soggetti privati per la gestione di servizi nel campo della cultura, dello sport e dei servizi sociali;

• estendere anche agli enti che svolgono, a livello territoriale, servizi e attività culturali, l’esclusione prevista all’articolo 6 del decreto – legge n. 78 del 2010, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, per gli enti vigilati dal Ministero per i beni e le attività culturali dal vincolo di ridurre la spesa per mostre al 20 per cento della spesa sostenuta nel 2009;

• la riduzione dei trasferimenti erariali alle province determina l’impossibilità a conseguire il pareggio di bilancio in particolare per le province di piccole dimensioni; occorre valutare un intervento puntuale, anche con natura di transitorietà, fino all’attuazione del disposto della legge n. 42 del 2009 sul federalismo fiscale e al riordino della fiscalità generale