Ddl stabilità, sì dal Senato. La nuova Finanziaria è legge

20 dicembre 2010 | Pubblicato in: News

Via libera del Senato alla legge di Stabilità. Il testo è stato approvato senza alcun emendamento. Approvato anche il bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013. La legge di Stabilità è stata approvata con 161 voti favorevoli, 127 contrari e 5 astenuti. Il bilancio dello Stato è stato approvato con 161 voti favorevoli, 124 contrari e 5 astenuti.
 Numerosi gli impegni assunti dal Governo con l’accoglimento di alcuni ordini del giorno:

– affrontare la revisione della disciplina in materia di concessioni demaniali;

– ripristinare l’autorizzazione di spesa per il Fondo per le non autosufficienze e stanziare le risorse necessarie a reintegrare i Fondi relativi alla spesa sociale (racc.);

– individuare nuove risorse finanziarie a favore del Fondo per le politiche della famiglia, per un importo non inferiore a 42 milioni di euro per il 2011;

– reperire le risorse necessarie a rifinanziare il Fondo nazionale per l’adolescenza e l’infanzia;

– reperire le risorse necessarie per realizzare il rilancio del trasporto pubblico locale;

– prevedere la sospensione dei tributi per gli alluvionati del Veneto;

– assumere urgenti iniziative volte a prevedere la proroga del termine per la regolarizzazione delle situazioni catastali degli immobili, di cui ai commi 8, 9, 10 e 11 dell’articolo 19 del decreto-legge 78 del 2010 convertito con modificazioni dalla legge 122 del 2010, al 31 dicembre 2011, nonché la proroga del termine di cui al comma 12 del medesimo decreto-legge, al 1º gennaio 2012;

– sbloccare i pagamenti per le imprese che hanno stati di avanzamento lavori approvati ma non eroga bili a causa dei vincoli imposti dal patto di stabilità interno;

– assumere le necessarie iniziative legislative al fine di introdurre un tetto massimo alle indennità a qualunque titolo percepite da un unico soggetto titolare di due o più uffici e incarichi pubblici, fissandolo pari al compenso onnicomprensivo percepito dal Primo Presidente della Corte di Cassazione, ed escludendo dall’applicazione del medesimo tetto massimo soltanto le posizioni di Segretario generale della Presidenza della Repubblica e di Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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