La Carta etica della Regione Piemonte: Codice di condotta per accrescere la fiducia tra la classe politica ed i cittadin

12 Gennaio 2011 | Pubblicato in: Territorio

Adottare un codice di condotta che consente di accrescere la fiducia tra la classe politica ed i cittadini, legame indispensabile perché un eletto possa portare a buon fine la propria missione, è lo scopo della Carta etica della Regione Piemonte, la prima in Italia, che ha avuto come primi sottoscrittori i presidenti della Giunta e del Consiglio, Roberto Cota e Valerio Cattaneo (guarda il filmato).

Possono aderire alla Carta in modo volontario gli assessori ed i consiglieri regionali, i candidati alle elezioni ed i dirigenti/responsabili di ogni partito politico, movimento e lista civica che concorra alle elezioni regionali come proprio impegno personale di fronte alla collettività. L’adesione assume il valore di un patto etico stipulato con i cittadini/amministrati/utenti. L’elenco dei sottoscrittori verrà pubblicizzato sui siti del Consiglio regionale e della Regione Piemonte per permettere la verifica dei comportamenti amministrativi con i principi in essa contenuti.

“E’ la prima pietra di una casa comune migliore e risponde all’esigenza prioritaria che tra gli eletti e i candidati si affermino i principi etici – ha sostenuto Cota – Aderirvi non costituisce un obbligo di legge, ma ciascun amministratore o candidato può sottoscriverla quale impegno personale di fronte alla collettività. L’esperienza ci insegna che talvolta la legge non basta ad assicurare comportamenti eticamente corretti. Si possono verificare casi in cui, pur nell’osservanza formale delle leggi, ci sono condotte che da punto di vista sono da censurare. Ecco quindi questo codice che risponde a una sollecitazione che spesso avevo rivolto al presidente del Consiglio regionale”.

Ogni sottoscrittore si impegna, nell’esercizio delle proprie funzioni, a perseguire l’interesse generale e non quello proprio personale, diretto o indiretto, o di persone o di gruppi allo scopo di ottenere un interesse personale diretto o indiretto. Costituiscono principi etici generali i principi di responsabilità, trasparenza, correttezza, imparzialità, efficienza, spirito di servizio, valorizzazione delle risorse umane, formazione continua, rispetto della disciplina di bilancio e finanziaria. Inoltre, deve rispettare precisi doveri, come astenersi dall’esercitare altri incarichi politici o lavorativi che impediscano di svolgere adeguatamente il proprio mandato o che palesino conflitti di interesse con il ruolo di pubblico amministratore, scegliere i collaboratori avendo cura di non reclutare suoi parenti o affini fino al quarto grado in relazione all’utilizzo di risorse di tipo discrezionale del budget, presenziare assiduamente alle riunioni degli organismi cui sono chiamati in ragione del proprio ruolo, rifiutare ogni dono che non sia di natura meramente simbolica, rendicontare il proprio operato ai cittadini, amministrati con regolarità e chiarezza, rispettare la disciplina di bilancio e finanziaria.

 Nella fase conclusiva del mandato dovrà assicurare la copertura delle spese per l’intero esercizio futuro e astenersi dal prendere decisioni che assicurino a sé, o a un parente o affine entro il quarto grado, un vantaggio personale, professionale o economico.

Infine, ogni sottoscrittore dovrà dimostrare che le motivazioni delle sue decisioni hanno un carattere equo e conforme all’interesse generale, rispondere diligentemente a qualsiasi richiesta dei cittadini o dei mass media relativa allo svolgimento delle sue mansioni, alla loro motivazione o al funzionamento dei servizi dei quali è responsabile, impedire ogni reclutamento di personale amministrativo e tecnico basato su principi che non siano il riconoscimento dei meriti e delle rispettive competenze professionali e/o su scopi diversi dai bisogni del servizio.

In campagna elettorale il candidato spiegherà il proprio programma politico o di mandato nella piena trasparenza e nel rispetto degli altri competitori, esimendosi dal condurre attacchi personali basati sulla vita privata di questi ultimi, e non chiederà o non accetterà alcuna contropartita a una desistenza o a un appoggio, né cercherà di ottenere suffragi con la diffamazione degli altri candidati, con la violenza e/o minacce, con la manipolazione delle liste elettorali e/o dei risultati della votazione, nonché con la concessione di vantaggi o promesse di vantaggi.