Federalismo, Filippeschi: “non era proposta all’altezza, ora pensare ai comuni alle prese coi bilanci”

8 febbraio 2011 | Pubblicato in: News

“Non era una proposta all’altezza, è un bene che non sia passata. Il voto di oggi conferma quello che Legautonomie aveva già detto mesi fa. Una riforma importante per il nostro Paese come il federalismo fiscale si è voluta attuare in tutta fretta e male”. E’ il commento di Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie e sindaco di Pisa, sul voto di oggi sul federalismo fiscale.
 

“Sul testo portato in Commissione oggi – continua Filippeschi – pesavano troppe lacune, come denunciato dai Comuni. Una riforma del fisco era e resta necessaria, ma sul tavolo non c’è più stato, come avrebbe dovuto invece esserci, il futuro dell’Italia e il destino di milioni di cittadini, di famiglie e di imprese, piuttosto c’era l’urgenza di una parte della maggioranza di governo. Nell’attuale decreto sul fisco municipale mancava la visione di una vera finanza locale federalista.

Non doveva essere questo lo spirito della legge 42 – conclude il presidente di Legautonomie – , non si può annunciare il federalismo fiscale e portare avanti poi una riforma centralista come quella caduta oggi.
Da parte nostra chiediamo che si recuperino quelle disposizioni immediatamente applicabili, come lo sblocco dell’addizionale IRPEF, la previsione della tassa di soggiorno e la riforma della tassa di scopo, che rispondono alle attuali necessità dei municipi alla prese con i bilanci e le difficoltà a far quadrare i conti.

Ora ci auguriamo che si torni a un confronto serio e senza forzature per riscrivere un federalismo che sia degno di questo nome, ripartendo dalle conquiste e dalle richieste delle autonomie locali e delle regioni”.