La fiducia dei cittadini nelle istituzioni: sondaggio Eurispes ‘Italia 2011’

9 febbraio 2011 | Pubblicato in: News

L’Eurispes anticipa i dati di una delle sezioni del sondaggio contenuto all’interno del Rapporto Italia 2011, attraverso cui è stata misurata la fiducia dei cittadini nei confronti delle Istituzioni. La rilevazione, realizzata tramite questionario, ha riguardato 1.532 cittadini ed è stata conclusa a metà gennaio 2011.
 Istituzioni: inversione di tendenza e torna a diminuire la fiducia. Solo il 2,2% degli italiani dichiara che la propria fiducia nelle Istituzioni è aumentata nel corso dell’ultimo anno, mentre per il 68,5% è diminuita e per il 27,5% è invece rimasta invariata. Dal 2004, il dato del 2011 è, in assoluto, il più alto sul fronte della sfiducia e il più basso su quello della fiducia.

Nel Rapporto Italia dello scorso anno infatti rilevavamo con soddisfazione una buona notizia, ossia una inversione di tendenza nell’atteggiamento dei cittadini nei confronti delle Istituzioni del nostro Paese e una ripresa di fiducia che interrompeva il trend fortemente negativo che si era affermato nel corso degli anni che andavano dal 2004 al 2009. Il segnale del 2010 era eclatante: la percentuale dei cittadini che segnalava come la propria fiducia nelle Istituzioni fosse aumentata passava dal 10,5% del 2009 al 39% del 2010.

A distanza di un anno esatto, dobbiamo constatare una ulteriore, radicale inversione di tendenza.Ancora in aumento il consenso per il Presidente della Repubblica. Governo: un crollo del 12%, sfiduciati soprattutto i giovani. Anche il Parlamento in calo. Magistratura: continua a crescere il numero di cittadini che ne apprezza il lavoro, per la prima volta dal 2004 torna a superare il 50% dei consensi. Al pari del Presidente della Repubblica, le Forze dell’ordine continuano ad essere le più apprezzate.

Nell’elenco sottoposto agli italiani all’interno dell’indagine di quest’anno per rilevare il grado di fiducia nelle Istituzioni sono state inserite alcune voci che in passato erano assenti. Tra queste nuove voci figurano le Associazioni dei consumatori, il Corpo Forestale dello Stato e i Servizi segreti. Le confessioni religiose differenti da quella cattolica sono state inserite già dall’anno passato; sarà quindi possibile raffrontare almeno i dati di questi ultimi due anni. Associazioni dei consumatori: una fiducia a metà. Le Associazioni dei consumatori conquistano subito un buon risultato raccogliendo il 55% della fiducia. Corpo Forestale: ai livelli delle altre Forze di polizia. I Servizi segreti raccolgono la fiducia del 30,5% degli intervistati, contro il 69,5% di quanti non esprimono fiducia.Altre istituzioni: calo vistoso ancora per i partiti e la Pubblica amministrazione. Stabili i sindacati.

 Calo di fiducia anche per le associazioni degli imprenditori che erano passate dal 21% del 2009 al 35,7% del 2010 e che oggi raccolgono il 28,6% con una differenza di 7,1 punti percentuali.Lieve flessione anche per le associazioni di volontariato che godono, comunque, di un consenso altissimo.

Soffre anche la Pubblica amministrazione che cede quasi 6 punti percentuali passando dal 25,1% del 2010 al 19,1% del 2011. La Scuola nel 2009 raccoglieva un grado di fiducia pari al 47,2% che si era ridotto nel 2010 al 45,3% e perde 2 punti circa quest’anno passando al 43,7%. La fiducia nei sindacati, anche se storicamente scarsa, è nel complesso stabile: 21,5% nel 2009; 22% nel 2010; 21,3% nel 2011.Un discorso a parte meriterebbero i partiti politici che declinano progressivamente e inesorabilmente nella fiducia degli italiani.

Il 75,7% dei cittadini è convinto inoltre che l’Italia debba puntare di più sull’Europa e impegnarsi ancora di più nel suo rafforzamento.

Un dibattito aperto: abolire le Province? La razionalizzazione e la riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio sollecitate anche dalla prospettiva federalista, ha aperto un vivo dibattito tra le forze politiche, e non solo, sulla possibilità di ridurre o di abolire le Amministrazioni provinciali che sarebbero considerate fonti di spreco o di scarsa utilità per i cittadini. Il 46,6% degli intervistati è favorevole all’abolizione delle Province, il 38,5% si dice contrario, in molti (14,9%) non si esprimono al riguardo. Sono più favorevoli i maschi (55,6%) delle femmine (38%), gli appartenenti alla classe di età tra i 45 e i 64 anni (61,6%), i residenti nel Centro (51,3%) e nel Sud (50%), così come i laureati (54,1%) e coloro che si riconoscono nell’area politica del centro (61,4%).

La questione resta aperta, ma questa prima indicazione può portare un contributo serio e sereno alla discussione e alla decisione che, primo o poi,