Siamo partiti!

Ieri, 25 marzo 2009, la Legautonomie del Piemonte,rappresentata da Umberto D’Ottavio e Marita Peroglio,ha presentato il nuovo network creato dall’associazione.

La presentazione si è tenuta  al King Kong microplex di Torino e ha visto partecipare tra gli altri molti Giovani Amministratori del territorio , l’iniziativa nasce  infatti dalla volontà di offrire ad essi uno spazio, seppur virtuale, di discussione, informazione e scambio di opinioni.

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Tutti a scuola!!

“Tutti a scuola!”, è una guida in italiano, albanese, rumeno, cinese, arabo, spagnolo, peruviano, inglese e francese e serve a illustrare agli studenti stranieri il nostro sistema scolastico dall’asilo nido alla scuola superiore, mettendo a confronto la scuola che frequentavano nel loro paese di provenienza con quella italiana e dando le principali informazioni sulle norme che regolano l’accesso alle istituzioni scolastiche e formative: i documenti necessari per iscriversi alle attività integrative, le modalità di assegnazione alla classe, come fare e dove andare per imparare o migliorare l’italiano, ma anche le informazioni sull’insegnamento della religione cattolica.

La guida, stampata in 6mila copie, verrà distribuita in tutte le scuole di ogni ordine e grado, nelle agenzie formative, nei centri territoriali permanenti (i Ctp che si occupano di formazione e orientamento e sono a disposizione degli stranieri che vogliono imparare o migliorare l’italiano; di chi, anche se straniero, vuole conseguire la licenza media; tutti i giovani tra i 15 e 18 anni che, senza licenza media, intendono frequentare un corso di formazione professionale), nei 13 sportelli dei Centri per l’Impiego, nei Comuni e in tutte le associazioni che si occupano di migrazionetutti a scuola

Ordine del giorno Pd approvato alla Camera

Atto Camera
Ordine del Giorno 9/1972/117 , presentato da PAOLA DE MICHELI , testo di mercoledì 14 gennaio 2009, seduta n.114

La Camera,
premesso che:
il provvedimento in esame prevede la possibilità, per i comuni che abbiano rispettato il Patto di stabilità interno nel triennio 2006-2008, di escludere dal computo dei saldi rilevati ai fini del Patto di stabilità interno per l’anno 2009, le somme destinate a investimenti infrastrutturali o al pagamento di spese in conto capitale relative a impegni già assunti, qualora tali spese siano finanziate da risparmi derivanti da rinegoziazioni o estinzioni di mutui;
tale misura ha finalità analoghe ad altre disposizioni vigenti, tutte sostanzialmente tese ad agevolare, attraverso l’esclusione di alcune tipologie di spese in conto capitale dal calcolo dei saldi relativi al Patto di stabilità, la realizzazione degli investimenti infrastrutturali degli enti locali sottoposti al Patto di stabilità interno;
a riguardo, si ricorda il comma 8 dell’articolo 77-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, come riformulato dal comma 41 della legge finanziaria per il 2009, il quale prevede che non vengano conteggiate nel saldo di riferimento dell’ anno 2007 alcune voci di entrata – derivanti dalla cessione di azioni o di quote di società operanti nel settore dei servizi pubblici locali nonché quelle provenienti dalla distribuzione dei dividendi derivanti da operazioni straordinarie poste in essere dalla predette società qualora quotate nei mercati regolamentati e le risorse derivanti dalla vendita del patrimonio immobiliare – qualora le relative risorse siano destinate dagli enti locali alla realizzazione di investimenti infrastrutturali o alla riduzione del debito;
in maniera analoga l’articolo 2, comma 41, lettera b), della legge finanziaria per il 2009 ha previsto l’esclusione dal computo del saldo di alcune voci di entrata provenienti dallo Stato e le relative spese, di parte corrente e in conto capitale, sostenute da province e comuni per l’attuazione delle ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei ministri, a seguito di dichiarazione dello stato di emergenza conseguente a calamità naturali;
le suddette misure non consentono tuttavia alle amministrazioni locali un’immediata spendibilità di quelle risorse che gli stessi enti avrebbero la possibilità di attivare sbloccando una parte dei residui passivi relativi alla spesa in conto capitale per portare a termine opere già cantierate e mettere in campo con immediatezza programmi di manutenzione ordinaria e straordinaria: scuole, verde pubblico, beni artistici e culturali, periferie;
assicurare un’immediata spendibilità di almeno una quota di queste risorse è al contrario necessario per un intervento di carattere anticongiunturale che rilanci gli investimenti per cui siano già stati aperti i cantieri e che i comuni non concludono perché non possono spendere risorse che sono già in loro possesso, pena il superamento dei vincoli posti dal patto di stabilità;
la mancata attenuazione dei vincoli del patto di stabilità per gli investimenti di manutenzione ordinaria e straordinaria riproduce uno dei motivi che ritardano la spesa per investimenti nel nostro Paese e non si affronta uno degli aspetti più importanti del ruolo degli enti locali che non è connesso solo alla quantità delle risorse, ma anche alla qualità della spesa che viene profondamente compromessa dall’impossibilità che i comuni hanno di poter spendere le risorse che sono già in loro possesso;
il ruolo di volano dell’economia rappresentato dal rilancio degli investimenti pubblici passa obbligatoriamente attraverso la possibilità di investimento delle amministrazioni locali, soprattutto di quelle comunali mediante l’individuazione e l’immediata realizzazione di opere pubbliche già individuate e per le quali siano già state preordinate le necessarie risorse;
la possibilità per gli enti locali di spendere quelle risorse che sono già in loro possesso per gli investimenti di manutenzione ordinaria e straordinaria tramite l’attenuazione dei vincoli del patto di stabilità determinerebbe effetti economici anticongiunturali importanti poiché inciderebbero direttamente nelle situazioni di contesto in cui le imprese operano e ne rappresenterebbero un fattore importante per il rilancio della competitività e della produttività mediante nuova liquidità inserita nel sistema,

impegna il Governo

a valutare la possibilità di escludere dai saldi utili del patto di stabilità interno degli enti locali i pagamenti a residui concernenti spese per investimenti effettuati nei limiti delle disponibilità di cassa a fronte di impegni regolarmente assunti ai sensi dell’articolo 183 del testo unico degli enti locali.
9/1972/117. De Micheli, Baretta, Fluvi, Boccia, Calvisi, Capodicasa, Cesario, Duilio, Genovese, Marchi, Cesare Marini, Misiani, Nannicini, Andrea Orlando, Rubinato, Vannucci, Ventura, Carella, Causi, Ceccuzzi, D’Antoni, Fogliardi, Gasbarra, Graziano, Losacco, Marchignoli, Pizzetti, Ria, Sposetti, Strizzolo, Mosca, Braga.

(Presenti 491
Votanti 455
Astenuti 36
Maggioranza 228
Hanno votato
231
Hanno votato
no 224).

Presentazione network Giovani Amministratori

Presenteremo il 25 marzo alle ore 17 presso la sala Microplex del King Kong di via Po n.21, l’avvio di quella che noi speriamo possa diventare una occasione in più per chi ha assunto o assumerà impegni istituzionali, con particolare attenzione ai  più giovani.
Partiremo con un sito appositamente creato e con la gestione di alcuni blog e forum telematici di interesse condiviso, proposti e seguiti da alcuni giovani collaboratori della nostra associazione e, con il contributo di esperti, cercheremo di approfondire quanto può essere utile allo svolgimento della funzione di consigliere comunale o di assessore o sindaco.

Elenco Allegati

Legge Regionale n. 32/08 elenco comuni autorizzati

Elenco dei Comuni idonei all’esercizio della funzione autorizzatoria in materia di paesaggio Legge Regionale  n. 32/08

Elenco Allegati

Legge Regionale n.32/08 – “Tutela paesaggistica”

Il Consiglio regionale ha approvato.
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
PROMULGA
la seguente legge:
Art. 1
(Finalità)
1.
Finalità della presente legge è l’adeguamento e il coordinamento della legislazione regionale ai nuovi principi introdotti in materia di tutela paesaggistica dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’ articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) di seguito denominato codice dei beni culturali e del paesaggio.
Art. 2
(Commissione regionale)
1.
È istituita, ai sensi dell’articolo 137 del codice dei beni culturali e del paesaggio, la commissione regionale con il compito di formulare proposte per la dichiarazione di notevole interesse pubblico di immobili e aree ai sensi e con le modalità stabilite dagli articoli 136 e 138 del codice dei beni culturali e del paesaggio.
2.
La commissione regionale è composta dai membri di diritto, elencati all’articolo 137, comma 2, del codice dei beni culturali e del paesaggio, designati in rappresentanza del Ministero per i beni e le attività culturali, dal responsabile della direzione e dal responsabile del settore della Regione competenti per materia, da quattro membri nominati dalla Giunta regionale ed è integrata dal rappresentante del competente comando regionale del Corpo forestale dello Stato, nei casi in cui la proposta riguardi filari, alberate e alberi monumentali.
3.
I membri sono nominati dalla Giunta regionale tra soggetti con qualificata, pluriennale e documentata professionalità ed esperienza nella tutela del paesaggio e nella valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale; sono scelti nell’ambito di terne designate, rispettivamente, dal Politecnico di Torino, dalle Università degli studi del Piemonte, dalle fondazioni aventi per statuto finalità di promozione e tutela del patrimonio culturale e dalle associazioni portatrici di interessi diffusi, individuate ai sensi delle vigenti disposizioni di legge in materia di ambiente e danno ambientale.
4.
La commissione regionale, presieduta dal responsabile della direzione competente per materia della Regione, dura in carica per un periodo non superiore a cinque anni.
5.
Nessun compenso è dovuto dalla Regione ai componenti della commissione regionale.
Art. 3
(Rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche)
1.
La competenza a rilasciare le autorizzazioni paesaggistiche, nel rispetto della procedura stabilita dal codice dei beni culturali e del paesaggio, è in capo alla Regione nei seguenti casi:
a)
realizzazione di infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali di interesse sovracomunale;
b)
nuovi insediamenti produttivi, direzionali, commerciali o nuovi parchi tematici che richiedano per la loro realizzazione una superficie territoriale superiore a 10.000 metri quadrati;
c)
interventi di nuovo impianto, di completamento, di ampliamento o di ristrutturazione di edifici esistenti, pubblici o privati, che complessivamente prevedano una cubatura superiore a 10.000 metri cubi o a 3.000 metri quadrati di superficie lorda di pavimento;
d)
impianti per la produzione di energia con potenza superiore a 1000 chilowatt di picco;
e)
linee elettriche ed elettrodotti superiori a 15 chilovolt, tralicci e ripetitori con altezze superiori a 30 metri;
f)
funivie ed impianti di risalita con lunghezza inclinata superiore a 500 metri;
g)
trasformazioni di aree boscate superiori a 30.000 metri quadrati.
2.
Nei casi non elencati dal comma 1 il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica è delegato ai comuni, che si avvalgono, per la valutazione delle istanze, delle competenze tecnico scientifiche delle commissioni locali per il paesaggio di cui all’articolo 4.
3.
Non sono soggetti ad autorizzazione, oltre gli interventi elencati all’articolo 149 del codice dei beni culturali e del paesaggio, la posa di cavi e tubazioni interrati per le reti di distribuzione dei servizi di pubblico interesse, ivi comprese le opere igienico sanitarie che non comportino la modifica permanente della morfologia dei terreni attraversati né la realizzazione di opere civili ed edilizie fuori terra.
Art. 4
(Commissione locale per il paesaggio)
1.
I comuni istituiscono, ai sensi dell’articolo 148 del codice dei beni culturali e del paesaggio, singolarmente o preferibilmente in forma associata, la commissione locale per il paesaggio con competenze tecnico scientifiche incaricata di esprimere i pareri previsti dall’articolo 148, comma 3, del codice dei beni culturali e del paesaggio.
2.
Ogni commissione locale per il paesaggio è composta da almeno tre componenti, in possesso di diploma di laurea attinente alla tutela paesaggistica, alla storia dell’arte e dell’architettura, al restauro, al recupero ed al riuso dei beni architettonici e culturali, alla progettazione urbanistica ed ambientale, alla pianificazione territoriale, alle scienze agrarie o forestali ed alla gestione del patrimonio naturale.
3.
I componenti della commissione locale per il paesaggio devono rappresentare una pluralità delle competenze elencate al comma 2.
4.
Il comune stabilisce le modalità di funzionamento della commissione locale per il paesaggio.
5.
I componenti della commissione locale per il paesaggio durano in carica per un periodo non superiore a cinque anni. Il mandato è rinnovabile per una sola volta.
6.
I comuni trasmettono alla Regione copia del provvedimento istitutivo della commissione locale per il paesaggio, delle nomine dei singoli componenti e dei rispettivi curriculum.
Art. 5
(Disposizioni in materia di personale)
1.
La delega di funzioni ai comuni non comporta trasferimento di personale regionale.
Art. 6
(Modifica all’ articolo 15 della l.r. 20/1989)
1.
Il comma 3 dell’articolo 15 della legge regionale 3 aprile 1989, n. 20 (Norme in materia di tutela di beni culturali, ambientali e paesistici), è sostituito dal seguente:
” 3. La Giunta regionale vigila sulla corretta applicazione della subdelega da parte dei comuni e propone al Consiglio regionale di revocare la subdelega in caso di inadempimento o violazione, nel rispetto della legge regionale 20 novembre 1998, n. 34 (Riordino delle funzioni e dei compiti amministrativi della Regione e degli enti locali).”
.
Art. 7
(Norme transitorie e finali)
1.
Sono soppresse le sezioni provinciali della commissione regionale per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali previste dall’ articolo 91 bis della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 (Tutela ed uso del suolo).
2.
L’espressione del parere vincolante previsto dall’articolo 49, comma quindicesimo, della l.r. 56/1977 è demandato alla commissione locale per il paesaggio prevista dall’articolo 4.
3.
L’espressione dei pareri di cui agli articoli 40 e 41 bis della l.r. 56/1977 resta in capo alla commissione regionale per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali.
4.
Il personale operante nelle strutture delle sezioni provinciali soppresse può essere utilizzato, nel rispetto della professionalità acquisita, previa intesa con le organizzazioni sindacali.
5.
In regime di transitorietà gli enti locali possono avvalersi, per la gestione dell’iter delle istanze prodotte ai sensi della presente legge, delle strutture regionali delle sezioni provinciali soppresse.
Art. 8
(Abrogazioni)
1.
Al comma nono dell’articolo 91 bis della l.r. 56/1977 sono soppresse le parole: “; propone l’istituzione di vincoli e forme diverse di tutela su specifici beni o parti del territorio”.
2.
Gli articoli 12, 13, 13 bis e 14 della l.r. 20/1989 sono abrogati.

La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell’articolo 47 dello Statuto ed entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte.
La presente legge regionale sara’ pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Piemonte.

Torino, legge – 32 urbanistica1 dicembre 2008

p. Mercedes Bresso
Il Vice Presidente
Paolo Peveraro

Programma di potenziamento di servizi per la prima infanzia

La Giunta Regionale con Deliberazione n. 37-10141 del 24 novembre 2008 (2° suppl. del B.U. n. 48 del 27.11.2008) ha rinnovato il Programma di potenziamento della rete di servizi per la prima infanzia.

Si possono presentare nuove candidature al finanziamento fino al il 31 marzo 2009.
Rimangono invariati i criteri e le modalità per l’assegnazione dei contributi, secondo le disposizioni della D.G.R. n. 31-6180 del 18 giugno 2007, riassunte e coordinate nell’allegato A della DGR n. 37-10141 del 24 novembre 2008.”

Elenco Allegati

Potenziata la rete degli asili nido,allenza Regione e compagnia San Paolo

Regione Piemonte e Compagnia di San Paolo si alleano per potenziare e riqualificare la rete degli asili nido piemontesi: alle risorse messe a disposizione dall’assessorato al Welfare nell’ambito del programma pluriennale di potenziamento dei servizi per la prima infanzia, si aggiungono ora quelle della fondazione bancaria per la ristrutturazione e la messa in sicurezza delle strutture comunali già esistenti.

“Questa azione sinergica tra istituzioni e fondazioni bancarie – afferma l’assessore regionale al Welfare, Teresa Angela Migliasso – permette di raggiungere obiettivi più ampi e fornire risposte più idonee a soddisfare le esigenze delle bambine e dei bambini piemontesi. I servizi per l’infanzia sono indispensabili per le famiglie e in particolare per le donne, se davvero si vuole concretizzare una politica di conciliazione delle responsabilità familiari e della vita lavorativa. In un momento di difficoltà economica come quello che stiamo attraversando, fare ‘squadra’ nella logica della sussidiarietà è una scelta vincente, sapendo che la spesa in servizi alla persona crea nuove opportunità, occupazionali e di servizio, migliorando la qualità della vita di tutti noi”. “Con questa iniziativa la Compagnia di San Paolo – dichiara il segretario generale Piero Gastaldo – prosegue l’impegno nel campo dei servizi per la prima infanzia, nella consapevolezza dell’importanza che essi hanno per le famiglie, tanto più in una situazione difficile come quella che stiamo vivendo”.

I contributi erogati dall’assessorato al Welfare hanno ottenuto in questi mesi diversi risultati: nel 2009 sarà completata l’assegnazione dei fondi per la costruzione, l’ampliamento e la ristrutturazione di nidi e micro-nidi, finanziando tutti i 76 progetti in graduatoria con 21.800.000 euro e creando 1.900 nuovi posti. Inoltre, per abbattere le liste di attesa sono stati ripartiti 3.100.000 euro a 57 Comuni, che hanno creato 421 nuovi posti nei nidi e micro-nidi municipali e 527 posti convenzionati in nidi e micro-nidi non comunali, fornendo una risposta positiva ad oltre il 18% dei bambini in lista d’attesa. Altri 5 milioni saranno ripartiti in primavera. Infine, è stato pubblicato un nuovo bando, in scadenza il 31 marzo, per finanziare nuovi progetti.

Sul fronte del miglioramento di questi servizi, alla Regione si affianca la Compagnia di San Paolo con un bando – rivolto a Comuni, consorzi di Comuni, Comunità montane e collinari – che destina 2,5 milioni per la riqualificazione e l’adeguamento alle norme di sicurezza dei nidi o micronidi comunali. In questo modo l’ente, dopo aver promosso la realizzazione di nuove strutture in Piemonte, intende ora incentivare la riqualificazione dei servizi esistenti.

bando_spaoloRegione Piemonte e Compagnia di San Paolo si alleano per potenziare e riqualificare la rete degli asili nido piemontesi: alle risorse messe a disposizione dall’assessorato al Welfare nell’ambito del programma pluriennale di potenziamento dei servizi per la prima infanzia, si aggiungono ora quelle della fondazione bancaria per la ristrutturazione e la messa in sicurezza delle strutture comunali già esistenti.

“Questa azione sinergica tra istituzioni e fondazioni bancarie – afferma l’assessore regionale al Welfare, Teresa Angela Migliasso – permette di raggiungere obiettivi più ampi e fornire risposte più idonee a soddisfare le esigenze delle bambine e dei bambini piemontesi. I servizi per l’infanzia sono indispensabili per le famiglie e in particolare per le donne, se davvero si vuole concretizzare una politica di conciliazione delle responsabilità familiari e della vita lavorativa. In un momento di difficoltà economica come quello che stiamo attraversando, fare ‘squadra’ nella logica della sussidiarietà è una scelta vincente, sapendo che la spesa in servizi alla persona crea nuove opportunità, occupazionali e di servizio, migliorando la qualità della vita di tutti noi”. “Con questa iniziativa la Compagnia di San Paolo – dichiara il segretario generale Piero Gastaldo – prosegue l’impegno nel campo dei servizi per la prima infanzia, nella consapevolezza dell’importanza che essi hanno per le famiglie, tanto più in una situazione difficile come quella che stiamo vivendo”.

I contributi erogati dall’assessorato al Welfare hanno ottenuto in questi mesi diversi risultati: nel 2009 sarà completata l’assegnazione dei fondi per la costruzione, l’ampliamento e la ristrutturazione di nidi e micro-nidi, finanziando tutti i 76 progetti in graduatoria con 21.800.000 euro e creando 1.900 nuovi posti. Inoltre, per abbattere le liste di attesa sono stati ripartiti 3.100.000 euro a 57 Comuni, che hanno creato 421 nuovi posti nei nidi e micro-nidi municipali e 527 posti convenzionati in nidi e micro-nidi non comunali, fornendo una risposta positiva ad oltre il 18% dei bambini in lista d’attesa. Altri 5 milioni saranno ripartiti in primavera. Infine, è stato pubblicato un nuovo bando, in scadenza il 31 marzo, per finanziare nuovi progetti.

Sul fronte del miglioramento di questi servizi, alla Regione si affianca la Compagnia di San Paolo con un bando – rivolto a Comuni, consorzi di Comuni, Comunità montane e collinari – che destina 2,5 milioni per la riqualificazione e l’adeguamento alle norme di sicurezza dei nidi o micronidi comunali. In questo modo l’ente, dopo aver promosso la realizzazione di nuove strutture in Piemonte, intende ora incentivare la riqualificazione dei servizi esistenti.

Elenco Allegati

Albo delle cooperative sociali del Piemonte

L’albo delle cooperative sociali è suddiviso in tre sezioni:

-elenco delle cooperative che gestiscono servizi socio sanitari ed educativi

-elenco delle cooperative che svolgono attività diverse:agricole,industriali,commerciali,

 o servizi finalizzati all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate

-elenco dei consorzi sociali

 E’ qui scaricabile il pdf completo dell’albo

Elenco Allegati

Presentazione della Consulta delle Elette della Provincia di Torino

La Provincia di Torino ha assunto l’iniziativa di promuovere la Consulta provinciale delle Elette, che si è insediata ufficialmente l’11 febbraio 2005, volendo sottolineare come la presenza di Elette nelle istituzioni locali sia un tema prioritario di interesse per la Provincia e per dare visibilità all’azione delle molte amministratrici impegnate nel governo delle comunità locali e ai risultati che hanno saputo ottenere. La Consulta è presieduta dall’Assessore alle Pari Opportunità, Aurora Tesio e da due Vice Presidenti, Anna Maria Ottaviano e Luisa Peluso.

Si intende richiamare all’attenzione di tutti come la qualità amministrativa dell’azione degli enti locali ma ancor più una democrazia compiuta richiedano una presenza di elette assai più significativa di quella che oggi conosciamo. Rispetto ai dati delle elezioni 2004 che nella Provincia di Torino avevano visto un incremento della presenza femminile di 4 punti percentuali, le successive consultazioni (con aggiornamento alla fine del 2006) hanno segnato un arretramento di un punto e mezzo percentuale. Sono diminuite, se pur di poco, le donne sindaco (da 52 a 49) che rappresentano comunque un misero 15,56% del totale dei sindaci. Stessa percentuale per le donne vice sindaco, mentre le donne assessore arrivano appena alla soglia del 4%.

La Provincia di Torino costituisce nel panorama delle ammministrazioni locali un caso di buona prassi per aver saputo non solo “raccomandare” il rispetto degli obiettivi di pari opportunità ma realizzarli concretamente mettendo in atto un Piano che è diventato parte integrante e qualificante di una scelta politica, che ha avuto importanti riconoscimenti, fra i quali la Presidenza, fino all’inizio del 2007, del Gruppo Pari Opportunità dell’Associazione Arco Latino di cui fanno parte 67 province in Italia, Francia e Spagna. Tuttavia, anche in una Amministrazione provinciale sensibile come la nostra al tema delle Pari Opportunità, si è registrato in questi ultimi anni un decremento del numero delle donne Assessore e di quelle variamente inserite negli enti e organismi di seconda nomina.

Inoltre, l’azione della Provincia non può rimanere isolata, ma deve essere di stimolo e nello stesso tempo essere rafforzata, attraverso il concorso su questi obiettivi dei 315 enti locali che la costituiscono e che rappresentano il luogo a cui i cittadini, uomini e donne si rivolgono per manifestare le proprie esigenze, i propri bisogni e per avere soddisfazione dei medesimi.

In questo quadro intende agire la Consulta delle Elette della Provincia di Torino per offrire un luogo di confronto sui problemi comuni ma anche di trasferimento di esperienze e di buone prassi con l’obiettivo di ampliare il numero dei comuni “virtuosi” dove si amministra la cosa pubblica con un’ottica di genere, cioè con una particolare attenzione ai bisogni delle donne.Infine la Consulta provinciale intende collaborare in modo più efficace con la Consulta regionale e con l’Assessorato regionale alle Pari Opportunità impegnati nella sfida di costruire strumenti ed occasioni di confronto che diano visibilità a noi, al nostro lavoro e a un più vasto mondo di donne e di Istituzioni impegnate a favore delle pari opportunità.

La consulta delle Elette della Provincia di Torino promuove incontri periodici di approfondimento su specifiche tematiche di interesse per le Amministrazioni locali, di informazione sulle novità legislative, sui bandi per finanziamento di progetti, su eventi di particolare rilevanza, sulle azioni atte a favorire l’applicazione del principio delle pari opportunità, anche attraverso modifiche legislative o regolamentari (ad esempio la modifica della legge elettorale, la modifica degli statuti comunali e provinciali, ecc) .

Particolare attenzione è stata dedicata al tema della violenza sulle donne, al Bilancio di Genere, ai Piani di Azione Positiva e agli Statuti dei Comuni e della stessa Provincia in funzione dell’adeguamento ai principi delle Pari Opportunità.Su quest’ultimo tema, in particolare, si è sviluppato un progetto, realizzato con il contributo dell’Assessorato alle Pari Opportunità della Regione Piemonte, che partendo dall’analisi degli statuti esistenti, propone un articolato di modifiche puntuali, organiche e diffuse sui diversi capitoli degli statuti per favorire la piena applicazione del principio delle Pari Opportunità per tutti.

La Consulta Provinciale delle Elette è quindi la sede in cui si promuove una vera e propria azione di rete, di sistema orientato a rafforzare la presenza delle donne nei luoghi di decisione e a promuovere una condivisione più vasta degli obiettivi di pari opportunità. L’obiettivo finale della rete è quello di sostenere le donne già impegnate nell’attività amministrativa e nel contempo stimolare e incoraggiare altre donne a partecipare alla vita pubblica, a candidarsi nelle assemblee elettive, a proporsi come soggetti competenti in grado di governare bene nell’interesse delle comunità locali.

Al fine di rendere più efficace l’azione di rete, e ben consapevole della difficoltà delle donne “di trovare il tempo” la Consulta organizza incontri decentrati nelle sedi dei Circondari della Provincia e usa lo strumento telematico per le comunicazioni e lo scambio di informazioni.Con il contributo dell’Assessorato regionale alle Pari Opportunità, è stato realizzato “Consultando”, uno strumento di informazione interattiva, molto snello, di rapida consultazione e con accesso diretto ai diversi siti per l’approfondimento. Vi si trovano notizie su legislazione e regolamenti, bandi, concorsi e nomine, notizie flash, iniziative ed eventi. Le componenti della Consulta possono integrare l’informazione con notizie ed iniziative dal territorio

Presentazione scritta dall’Assessora alle Pari Opportunità e Relazioni internazionali della Provincia di Torino Aurora Tesio