Accordo tra Legautonomie e Federconsumatori sui derivati

La convenzione prevede lo sviluppo di iniziative di formazione e informazione congiunta a favore delle amministrazioni aderenti a Legautonomie, finalizzate a prevenire e/o gestire i rischi connessi alla finanza derivata e alle pratiche di indebitamento.

Alleghiamo l’intero documento dell’accordo.

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La legautonomie e la scuola

La Lega delle autonomie locali, si propone di essere al fianco  di tutti i soggetti, a cominciare naturalmente dagli enti locali,  che intendano rivendicare la salvaguardia dei loro fondamentali diritti in una scuola pubblica che si vuole difendere e sviluppare, razionalizzandola ma non destrutturandola per poi proporre come necessarie e ineludibili ipotesi di privatizzazione che sarebbero la negazione di quei principi di generalità, parità di trattamento e meritocrazia che la nostra Costituzione afferma e che è dovere di tutti salvaguardare.
La Lega mette dunque a disposizione la sua organizzazione e potenzialità operativa per un duplice ordine di  interventi.

Alleghiamo l’intero documento prodotto dalla Lega delle autonomie Nazionale.

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Bozza ddl Calderoli del 15 maggio

Alleghiamo lo schema del disegno di legge recante le disposizioni in materia di organi e funzioni degli enti locali,semplificazione e razionalizzazione e realizzazione dell’ordinamento e della carta delle autonomie locali.

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La provincia di Torino esce dal patto di stabilità

La Provincia di Torino ha deliberato oggi di cominciare a sbloccare i pagamenti alle imprese che hanno realizzato opere di investimento e che il patto di stabilità impedisce di pagare, nonostante la disponibilità economica.
Sono 28 i milioni di euro fermi che la Provincia di Torino non può versare a causa dei vincoli del patto di stabilità; entro il 2009 il totale degli investimenti ammonterà a 95 milioni di euro, di cui 16 sono già stati liquidati ad inizio anno.
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Indagine sulle misure adottate dalla Regione a sostegno delle famiglie

L’indagine ,curata da Legautonomie ,offre un quadro generale sulle politiche di contrasto alla povertà gestite a livello regionale, con particolare riferimento alle misure adottate a  sostegno della famiglia.
Gli interventi descritti sono contenuti nelle leggi finanziarie regionali del 2009 e in provvedimenti di altra natura; in alcuni casi  si tratta di misure finanziate con risorse imputabili a manovre del 2008.

Molti provvedimenti o piani sono ancora in via di definizione e troveranno attuazione nel corso del 2009.L’analisi, pertanto, non può essere esaustiva dell’ammontare dei provvedimenti anticrisi e stanziamenti ancora allo stadio previsionale, ma si pone l’ obiettivo di evidenziare l’azione delle Regioni sul territorio , la lettura territoriale della crisi in atto, le modalità e l’articolazione delle scelte locali a fronte di una considerevole riduzione delle risorse destinate alle politiche sociali e dei relativi trasferimenti.

Le misure speciali regionali abbracciano vari settori: dalle politiche per la casa, agli aiuti diretti alle famiglie in difficoltà, al sostegno a chi perde il lavoro, al potenziamento di servizi già presenti nell’offerta delle politiche sociali.
In tema di aiuti diretti alle famiglie, gli interventi regionali inquadrano i beneficiari nelle famiglie di nuova costituzione (1 o più figli neonati) e nelle famiglie numerose (con 3 figli o 4 o più figli) in situazione di disagio economico e si attestano su due linee direttrici: quella dell’erogazione del contributo economico diretto al sostegno del reddito (bonus famiglia) o quella della diretta riduzione e decurtazione di spese annuali inerenti una serie di servizi, essenziali e non (gas, acqua, elettricità, rette asili nido, prestazioni scolastiche e altro) che incidono direttamente sulla struttura del bilancio familiare.

L’abbattimento dei costi si realizza tramite finanziamento rivolto ai Comuni, previa presentazione di progetti atti a sperimentare politiche tariffarie a favore delle famiglie o accordi tra istituzioni e soggetti interessati. In tale contesto si colloca la sperimentazione tra gli enti locali, anche in forma associata, della creazione di forme di microcredito (tipo prestiti sull’onore) a favore di famiglie numerose e in funzione delle fasi evolutive della famiglia anche in collaborazione con Istituti di credito.

Il sostegno alle famiglie coinvolge le politiche della casa. Sono erogati finanziamenti e contributi a favore delle famiglie che, avendo contratto un mutuo per l acquisto della prima casa, non riescono a far fronte al pagamento delle rate e contributi a fondo perduto da utilizzare per l’abbattimento degli interessi su un mutuo per l acquisto, la costruzione, il recupero della prima casa; il sostegno ai titolari dei mutui viene offerto, altresì, dall’istituzione di fondi speciali atti a favorire le procedure di rinegoziazione tra mutuatari e intermediari finanziari o favorire la sospensione dell’ammortamento per un determinato periodo. Sempre nel versante delle situazioni di sovraindebitamento si collocano l’istituzione di fondi di solidarietà che intervengono nella forma di anticipazioni finanziarie o garanzie di prestiti personali o sui mutui.

Le manovre regionali vogliono anche garantire un’ offerta di servizi che consenta l’accesso a beni, in un ottica di reintroduzione della famiglia nel sistema sociale. Vi rientrano tutte quelle azioni dirette a potenziare l’offerta di nidi e micronidi, i servizi socio educativi, il sistema integrato dei servizi sociali, tramite finanziamenti agli enti gestori di funzioni socio assistenziali e ai soggetti istituzionali del sistema dei servizi socio assistenziali.
Il contrasto alla crisi occupazionale ha prodotto interventi mirati alla stabilizzazione dei lavoratori precari tramite concessione di prestiti alle imprese per ogni dipendente assunto a tempo indeterminato, con interessi da restituire a tasso agevolato.

Per il lavoratori fuoriusciti dal mercato del lavoro è prevista la concessione di contributi una tantum tramite fondi di sostegno al reddito. Sia per precari che per disoccupati aiuti sui mutui e acquisti agevolati.
La crisi ha unito le Regioni nello sforzo finanziario diretto al mantenimento o potenziamento di servizi sociali già presenti sul territorio e alla sperimentazione di ulteriori programmi. Le nuove povertà disegnano scenari di differenze economico-sociali sempre più marcate e ampie: la risposta sociale deve essere indirizzata a realizzare forme di redistribuzione del reddito e garanzia dei diritti individuali. La crisi, da questo punto di vista, può rappresentare l’opportunità di costruire una società più giusta ed equa.

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Bozza d’intesa in materia d’istruzione

Si allega il testo( in bozza) della proposta d’accordo tra lo stato,le regioni , le provincie autonome di Trento e Bolzano, le provincie e i comuni avente come oggetto:

– le finalità , i tempi e le modalità di attuazione deò titolo V , parte II, della costituzione , per quanto concerne la materia d’istruzione.

– sperimentazione di interventi condivisi tra stato e regioni,provincie e comuni , per migliorare  l’allocazione delle risorse umane, strumentali ed economiche al fine di elevare la qualità del servizio.

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Regione: 82 progetti per migliorare l’offerta turistica

Sono 82 i progetti finanziati dalla Regione con i fondi 2008-2009 della legge sugli interventi per lo sviluppo, la rivitalizzazione ed il miglioramento qualitativo dei territori turistici: oltre 26 milioni di euro che andranno a beneficio di Comuni, Comunità montane, Province, consorzi pubblici ed enti no profit distribuiti su tutto il Piemonte.

Nel dettaglio, in provincia di Alessandria sono stati finanziati 11 progetti con 2.200.000 euro, in provincia di Asti 8 progetti con 1.900.000 euro, in provincia di Biella 7 progetti con 1.800.000 euro, in provincia di Cuneo 13 progetti con 3.600.000 euro, in provincia di Novara 9 progetti con 2.900.000 euro, in provincia di Torino 13 progetti con 7.100.000 euro, in provincia di Vercelli 5 progetti con 2.100.000 euro, in provincia di Verbania 16 progetti con 4.200.000 euro. Fra di essi, figurano l’Ecomuseo archeologico all’aria aperta ad Acqui Terme, la conversione in museo del complesso di San Francesco ad Alessandria, il recupero dell’ex scuderia del castello di Moncucco Torinese e di una dimora storica a Rocca d’Arazzo, itinerari en plain air a Candelo e Gattinara, la prima “Casa delle farfalle” a Masserano, un “Giardino magico” a Cherasco diretto da Arturo Brachetti, una pista di ski-roll a Chiusa Pesio, un centro benessere nello stadio Alcarotti di Novara, il restauro di Villa Caccia a Romagnano Sesia e del parco di Palazzo Tornelli ad Ameno, un’area camper per la Reggia di Venaria Reale e il suo collegamento ciclo-turistico con il Castello di Rivoli, una rete di percorsi equituristici certificati a Pinerolo, un bike park a Cesana, il rilancio della navigazione turistica sul Po a Torino e del comprensorio di Macugnaga, la Risoteca di Vercelli, un impianto estivo di bob e slittino su rotaia a Rimasco, il Parco degli Agrumi di Cannero, il museo all’aperto della biodiversità vegetale di Domodossola.

Durante la presentazione dei progetti, avvenuta il 13 maggio a Torino, l’assessore regionale al Turismo ha sottolineato come negli ultimi tre anni siano stati più di 60 i milioni di euro investiti sulla legge 4/2000 per migliorare l’offerta turistica del Piemonte. Un investimento premiato da flussi cresciuti di oltre il 12% sul 2007. Risultato che, superando il record olimpico, ha trasformato il Piemonte in una “case history”.

Il 15 giugno 2009 scadrà invece il bando per accedere ai 3.700.000 euro stanziati per la promozione di manifestazioni ed eventi turistici da parte di enti Pubblici o di diritto pubblico e associazioni non a scopo di lucro ed ai 600.000 euro riservati ai consorzi di imprenditori turistici per commercializzare il prodotto turistico piemontese, attraverso la costruzione di appositi pacchetti e la loro relativa promozione. Tutte le informazioni sono su http://www.regione.piemonte.it/turismo/contributi/index.htm

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Pulizia e manutenzione dei castagneti

La Regione ha aperto un bando di finanziamento a favore dei conduttori di castagneti da frutto, per sostenere interventi di manutenzione, tutela e miglioramento del patrimonio castanicolo piemontese e dei suoi aspetti produttivi, paesaggistici e ambientali. Lo stanziamento è per la campagna 2009/2010 è di 700.000 euro.

Il testo è scaricabile da http://www.regione.piemonte.it/cgi-bin/agri/leggi/pub/bandi.cgi. Le domande dovranno pervenire alle Province per via telematica entro il 12 luglio e in forma cartacea entro il 19 luglio 2009.

Possono accedere al bando imprenditori agricoli singoli o associati, cooperative o società che esercitano attività agricola, che siano conduttori di castagneti da frutto attualmente coltivati, con densità media non inferiore a 50 piante/ettaro. Verranno erogati contributi in conto capitale per interventi quali potature di ringiovanimento e risanamento, innesti e reinnesti, concimazione e gestione dei residui colturali con mantenimento della sostanza organica nel suolo, sistemazioni del terreno per il miglioramento del drenaggio e il del deflusso delle acque.

Inoltre, i castanicoltori che aderiscono al programma si impegnano a garantire interventi di cura e pulizia del sottobosco, del suolo e delle piante, nonché pratiche agronomiche coerenti con il piano di lotta contro il cinipide, un parassita che attacca le piante e per il quale è in corso la sperimentazione, sotto la supervisione del Settore Fitosanitario regionale, della lotta biologica. Priorità nell’accesso ai finanziamenti sono previsti per gli agricoltori biologici e per i giovani di età inferiore ai 40 anni.

Il bando è uno degli interventi che la Regione ha varato a sostegno della castanicoltura, diffusa su oltre 5800 ettari in Piemonte localizzati in larga parte nelle zone montane del Cuneese e del Torinese, che sta attraversando una fase di profonda crisi: in provincia di Cuneo, dove si concentra poco meno del 90% della produzione regionale, nel 2008 la raccolta è stata di sole 200 tonnellate, contro le 3500-4000 normalmente ottenute.

Referendum sulla legge elettorale

Il Consiglio dei Ministri del 30 aprile 2009 ha individuato nel 21 giugno prossimo (e proseguimento il 22 giugno ) la data da proporre al Capo dello Stato per la nuova indizione delle tre consultazioni referendarie.

Per maggiori informazioni e per gli ultimi aggiornamenti consultare il sito :

http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/testo_int.asp?d=44796

 

Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali

Alleghiamo il decreto legislativo del 18 agosto 2000 : Decreto unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali .

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