Rete sanitaria contro la violenza sulle donne

Con l’obiettivo di definire una modalità assistenziale alle vittime di violenza domestica e sessuale adeguata e omogenea su tutto il territorio regionale, la Giunta regionale del Piemonte ha approvato, il 21 settembre, la nascita della Rete regionale per la prevenzione della violenza contro le donne e per il sostegno alle vittime. Punto di riferimento della rete sarà il Centro integrato ospedaliero per l’assistenza alle vittime di violenza domestica e sessuale costituito dall’integrazione del centro SVS-Bambi dell’Aso OIRM-Sant’Anna e dal Centro Demetra dell’Aso San Giovanni Battista-Molinette.
 «Con l’approvazione della Rete Regionale per la Prevenzione della violenza contro le donne e per il sostegno alle vittime, deliberata oggi dalla Giunta – commenta Giuliana Manica, assessore alle Pari Opportunità della Regione Piemonte – tutti gli obiettivi che il Piano Regionale aveva posto per quest’anno sono stati già raggiunti».
«L’approvazione della rete – dichiara Eleonora Artesio, assessore alla tutela della salute e sanità– è infatti un tassello che si aggiunge a quelli già costruiti dalla Regione negli ultimi anni. La rete sanitaria, quindi, integra il percorso fatto finora e caratterizza con più forza l’impegno e gli sforzi profusi grazie alla collaborazione tra le istituzioni pubbliche e il privato sociale».

Come opererà la rete sanitaria

Il Centro integrato ospedaliero per l’assistenza alle vittime di violenza domestica e sessuale costituito dall’integrazione del centro SVS-Bambi dell’Aso OIRM-Sant’Anna e dal Centro Demetra dell’Aso San Giovanni Battista-Molinette, entrambi di Torino, avrà il compito di prendere in carico, 24 ore su 24, le donne provenienti dagli ospedali della città e della prima cintura. I criteri e le modalità per il trasferimento dagli altri nosocomi saranno definiti con un successivo protocollo.
Il Centro garantirà interventi di emergenza-urgenza, servizi ginecologici, psicologici, attività ambulatoriali anche in fase di follow-up e la formazione costante di tutti gli operatori coinvolti nell’attività.

Ogni azienda sanitaria dovrà, ora, individuare un referente, che avrà il compito di coordinare la costruzione della rete locale, sia all’interno dei pronto soccorso, sia sul territorio di competenza dell’Asr. A livello di ogni singolo presidio ospedaliero un medico e un’ostetrica – o un infermiere – applicheranno i protocolli regionali, adattandoli alla specificità della propria realtà e individuando il percorso più idoneo per ogni donna (dalla presa in carico diretta all’attivazione della rete psico-sociale).
Il coordinamento regionale della rete supporterà l’Assessorato alla tutela della salute e sanità nel monitoraggio delle attività svolte e nell’aggiornamento dei protocolli clinici e delle linee guida operative.
L’intero percorso di realizzazione della rete sarà svolto in stretta collaborazione con gli altri soggetti   che lavorano per la prevenzione della violenza e il sostegno alle vittime, dai servizi sociali alle autorità giudiziarie, alla pubblica sicurezza alle associazioni di volontariato.

 I risultati del Piano regionale

Nel 2008 è stato approvato il “Piano regionale per la prevenzione della violenza contro le donne e per il sostegno alle vittime”, che rappresenta anche uno degli obiettivi del Piano socio sanitario 2007-2010.
Il piano ha curato la formazione e l’aggiornamento del personale dei servizi sanitari finalizzata all’istituzione di un punto di riferimento specializzato presso ciascuna ASL e Pronto Soccorso regionale.
Inoltre il Centro di coordinamento regionale contro la violenza alle donne è, ormai, attivo da un anno presso l’Ires Piemonte e coordina tutte le realtà operanti nella nostra regione. Il Centro sta procedendo, anche, con il monitoraggio del fenomeno, i cui risultati saranno presentati ufficialmente il 20 novembre in occasione del Forum Regionale contro la violenza sulle donne.
Ogni Provincia ha redatto un piano di attività con l’obiettivo di aprire almeno uno sportello di informazione, ascolto, accoglienza e consulenza, anche legale, e ad Alessandria e Biella, alcuni dei territori dove non esistevano servizi dedicati alle donne vittime di violenza, tra fine 2008 e inizio 2009 sono stati aperti 2 centri specializzati.

Nel 2008 la Giunta ha deliberato la creazione di un fondo di solidarietà per il patrocinio legale alle donne vittime di violenza e maltrattamenti e, nel maggio del 2009, il Consiglio regionale ha approvato con legge l’istituzione dei centri antiviolenza con case rifugio. La rete sanitaria, quindi, integra il percorso fatto finora e caratterizza con più forza l’impegno e gli sforzi profusi grazie alla collaborazione tra le istituzioni pubbliche e il privato sociale».
 
«Un risultato di cui siamo particolarmente soddisfatti – conclude Manica – e per il quale dobbiamo ringraziare la grande collaborazione di tutto il territorio».

Finanziamenti per le squadre comunali di protezione civile

Completata dalla Regione l’istruttoria delle domande presentate da Comuni e Comunità montane piemontesi per il finanziamento delle squadre comunali di Protezione civile.

Le domande ammesse sono 584, su un totale di 639 presentate, e l’importo complessivo dei finanziamenti ammonta ad oltre 10 milioni di euro, di cui circa 650mila euro per i progetti riferiti ai piani di Protezione civile e alle esercitazioni e circa 9 milioni per i progetti relativi ai presidi, alle sedi, ai sistemi di comando e controllo, al reperimento di materiali e mezzi.

“E’ uno sforzo importante – commenta l’assessore regionale alla Protezione civile, Luigi Sergio Ricca – che la Regione effettua per contribuire a sostenere le spese degli enti locali per migliorare l’organizzazione, la formazione, l’addestramento e l’aggiornamento dei gruppi comunali, nonché per l’acquisto di mezzi e attrezzature funzionali alle attività degli stessi. In questo modo la Regione non viene coinvolta direttamente nella realizzazione di progetti e iniziative, ma contribuisce a stimolare con i propri contributi l’iniziativa e la progettualità a livello locale, tesa allo sviluppo e all’informazione sui temi della salvaguardia del territorio. Le domande sono pervenute in modo diverso da tutte le province piemontesi e la suddivisione delle risorse è stata proporzionale alle richieste inoltrate”.

Si darà corso all’erogazione di un primo acconto del 30% delle risorse assegnate, mentre il restante 70% verrà erogato a saldo previa presentazione della documentazione comprovante la spesa sostenuta. I progetti dovranno essere ultimati e rendicontati entro il 31 maggio 2010.

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Dimensionamento scolastico 2010-2011

Il documento che definisce i criteri per l’organica revisione del piano di dimensionamento scolastico per l’anno 2010-11 è stato approvato il 23 settembre dal tavolo interistituzionale convocato dall’assessore regionale all’Istruzione, Gianna Pentenero, e costituito dagli assessori provinciali all’Istruzione, Anci, Uncem, Asapi Anpi e sindacati.

La definizione di criteri per la programmazione della rete scolastica e dell’offerta formativa integrata si rendono quanto mai necessari sia in vista di un possibile trasferimento alle Regioni delle competenze sulla gestione dell’istruzione sia per attutire gli effetti dei tagli agli organici del personale docente e ausiliario, secondo le previsioni pluriennali del piano programmatico del Ministero, che prevedono per l’a.s. 2010/11 e per quello successivo una riduzione dell’organico almeno pari a quella prevista per quest’anno.

I punti salienti del documento, che sarà approvato dalla Giunta regionale nei prossimi giorni e successivamente portato in Consiglio per l’approvazione finale entro il 31 dicembre 2009, sono i seguenti:

Scuole dell’infanzia e primo ciclo. Per le istituzioni scolastiche situate nei Comuni montani e nelle aree geografiche caratterizzate da situazione di marginalità il numero minimo di 500 alunni potrà essere ridotto a 300. I plessi di scuola dell’infanzia dovranno essere costituiti da almeno 20 bambini, quelli di scuola primaria da almeno 35. Diversi invece i parametri per le scuole situate nei Comuni montani e nelle aree geografiche ad alta marginalità: per i plessi di scuola dell’infanzia sarà richiesta la presenza di almeno 10 bambini, per quelli della scuola primaria di almeno 18.

Istituzioni scolastiche del secondo ciclo. L’offerta formativa sarà programmata tenendo conto dei flussi di mobilità, del sistema dei trasporti, del patrimonio edilizio e delle condizioni territoriali. Secondo i nuovi interventi le autonomie dovranno assumere una dimensione tendenzialmente non inferiore a 500 alunni e non superiore a 900. Il numero minimo di alunni potrà essere ridotto a 300 in caso gli istituti siano situati in zone montane e nelle aree geografiche ad alta marginalità. L’unificazione degli istituti si realizzerà prioritariamente tra quelli della medesima area. Considerato il momento di transizione in atto, non saranno autorizzate l’attivazione di indirizzi aggiuntivi e la modifica di denominazione. Le scuole coordinate, le sezioni staccate, le sezioni annesse o aggregate, gli indirizzi di studio e le specializzazioni funzionanti nella medesima sede dovranno avere non meno di 15 alunni per ogni classe, con la previsione del funzionamento per il corso intero.

“Un documento equilibrato – lo definisce Pentenero – in cui abbiamo tentato di esprimere le esigenze di tutti i territori del Piemonte. La competenza della Regione che rischia però essere compromessa dall’attribuzione dei budget dell’organico, attualmente propria del Governo centrale, che per il 2009-10 non ha esercitato alcun confronto diretto con le Regioni. In sostanza, per quanto il piano di dimensionamento scolastico tenti di tutelare la sopravvivenza della nostra scuola, dovrà sempre fare i conti con i tagli agli organici disposti dal Ministero”.

sdepalma   24 settembre 2009

Riforma sui servizi pubblici locali

Alleghiamo la scheda a cura di Legautonomie sulle modifiche alla riforma dei servizi pubblici locali introdotte al decreto legge recante disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia delle comunità europee.

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Comunicato stampa Legautonomie su riforma Gelmini

Gravi gli effetti sul territorio di una riforma centralistica  fatta senza gli enti locali .

CHIESTO LO SBLOCCO DI 1 MILIARDO DI CREDITI

Roma, 21 settembre.    Rappresentanti degli enti locali e delle regioni hanno deciso di prendere posizione, in un incontro organizzato oggi a Roma da Legautonomie, sulla riforma scolastica varata da questo governo e sui suoi effetti, tutti piuttosto pesanti.

Per Umberto D’Ottavio, assessore all’istruzione e all’edilizia scolastica della provincia di Torino e responsabile di Legautonomie Piemonte, è palese in questa vicenda la mancanza di un corretto rapporto tra le istituzioni: “Questo Governo predica il federalismo ma decide una riforma ipercentralista di cui scarica responsabilità e difficoltà su regioni e autonomie locali. E anche se la nostra Costituzione  attribuisce a queste ultime la competenza di organizzare la rete scolastica sul territorio non ci è mai stato chiesto di concorrere in modo paritetico a trovare soluzioni corrette anche da un punto finanziario. In compenso, è il Governo ad aver chiesto alle Regioni di mettere in campo come misura anticrisi le proprie risorse. Senza contare il fatto che la voce scuola, comprendendo le mense, i trasporti, l’edilizia scolastica, è già la più pesante nei bilanci comunali”.

Del resto, una riforma così irrispettosa della leale collaborazione dei vari livelli istituzionali può creare inutili conflitti tra le autonomie locali e le autonomie scolastiche, una sorta di guerra dei poveri che si rimpalleranno le responsabilità su chi dovrà coprire questa o quella spesa; una guerra destinata ad aggravarsi con gli ulteriori tagli previsti nei prossimi due anni per circa 7 miliardi di euro.

Dall’incontro è emersa la richiesta che venga sbloccato circa 1 miliardo di crediti che le autonomie scolastiche vantano nei confronti dello Stato che invece non provvede a trasferirli. E’ un fatto senza precedenti che sta portando al degrado strutturale la scuola italiana.

Responsabile ufficio stampa e comunicazione, Annalisa Scalco 329 6148860

Emergenza scuola sul territorio

LEGAUTONOMIE PROMUOVE INCONTRO TRA AMMINISTRATORI LOCALI E ASSESSORI ALL’ISTRUZIONE DI COMUNI E PROVINCE 

Roma, 17 settembre.    I provvedimenti voluti dal governo per la scuola italiana – dichiarati in parte illegittimi dalla sentenza della Corte Costituzionale del 24 giugno scorso, e appena mitigati sul fronte dell’occupazione dal recente decreto salvaprecari – comportano problemi e disservizi per tutti: insegnanti, personale scolastico non docente, studenti, genitori.

Oltre a mettere in discussione la qualità formativa della scuola pubblica, obbligano le famiglie a rivedere tempi e orari dell’organizzazione quotidiana e penalizzano le comunità dei centri minori che si vedono private del fondamentale presidio scolastico. Tutto questo è stato deciso e avviene senza il pieno e necessario coinvolgimento delle autonomie locali e delle regioni che, invece, sono investite dal disagio dei cittadini e dalle richieste di assicurare i precedenti livelli dei servizi scolastici.

Sono, dunque, gli amministratori locali e gli assessori alla pubblica istruzione dei comuni e delle province, pienamente coinvolti anche in termini di spesa, gli unici a poter fare il punto sulle iniziative in corso a livello locale a fronte dei disagi organizzativi e delle ingiustizie occupazionali. Promuovendo questo incontro, il secondo dopo quello del 6 luglio scorso, Legautonomie continua nel suo percorso di sostegno e di servizio alle amministrazioni locali e alle regioni per la tutela della qualità della scuola pubblica.

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Viareggio gratis per i Giovani Amministratori

L’appuntamento annuale sulla Finanza locale di Legautonomie quest’anno è incentrato sul federalismo e sulle ricadute della legge da poco approvata dal Parlamento. E’ adeguata? Le Regioni, le Province e i Comuni ne avranno dei benefici? L’autonomia locale è salvaguardata? Abbiamo più o meno potere di prima, nella realtà? Riusciremo a chiudere i bilanci e a spendere le nostre risorse senza vincoli capestro da parte del Governo?
Questi saranno i temi principali trattati. Come sempre, Viareggio rappresenterà una occasione di confronto e di arricchimento culturale per gli amministratori, una vera scuola di politica amministrativa con la possibilità, nei momenti conviviali, di conoscersi e scambiare esperienze.
Legautonomie Piemonte ha ottenuto condizioni particolarmente favorevoli per incentivare la partecipazione dei Giovani Amministratori. Viareggio diventa quindi il primo momento formativo offerto al Network dei Giovani Amministratori.

 

Alleghiamo la scheda di partecipazione per i Giovani Amministratori del Piemonte.

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Appuntamento annuale finanza e fiscalità. Viareggio 1 e 2 ottobre

 programma Viareggio, 1 e 2 ottobre 2009
Centro Congressi Principe di Piemonte

Il tradizionale appuntamento di Legautonomie sui temi della finanza pubblica, giunto alla VIII edizione, quest’anno avrà come titolo:    “IL FEDERALISMO ALLA PROVA DEI FATTI”. Leggi il resto »

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