Federalismo, Filippeschi: “Nuovo testo non va incontro a bisogni famiglie e a esigenze tessuto produttivo locale”

“Legautonomie valuterà compiutamente in una riunione del proprio Consiglio federale il nuovo schema di decreto sul federalismo municipale e l’eventuale ripresa della mobilitazione e della protesta dei municipi”. Così Marco Filippeschi, Sindaco di Pisa e Presidente dell’associazione commenta il nuovo testo del decreto sul federalismo municipale.

“Già da ora – continua Filippeschi – é possibile affermare che le novità introdotte non bastano a superare i forti limiti della versione iniziale del provvedimento.
L’impianto è ancora fortemente centralista: a regime, i Comuni avranno meno spazi di manovra rispetto a quelli su cui potevano contare prima del blocco dell’autonomia impositiva imposto dal Governo nel 2008.

Nel testo reso noto ieri – spiega Filippeschi – non c’è alcuna reale apertura verso un prelievo sui servizi comunali gestito dai comuni, né tanto meno si va incontro alle esigenze del tessuto produttivo locale, che soffre il peso della crisi economica e la mancanza di politiche di investimenti infrastrutturali, e delle famiglie.

La nuova versione dell’IMU – un’imposta in evidente contraddizione con il principio federalista “vedo, pago, voto” – infatti penalizzerà le attività produttive, mentre la cedolare secca si tradurrà in un colossale sgravio fiscale per i proprietari immobiliari senza alcun reale beneficio per i 4 milioni di famiglie che vivono in affitto.
Il decreto, infine, conferma una politica di bilancio che ha scaricato sui comuni buona parte del risanamento dei conti pubblici: il mantenimento dei tagli dei trasferimenti decisi a luglio 2010 – conclude il presidente di Legautonomie – costringerà molti sindaci ad aumentare l’addizionale Irpef, appesantendo ulteriormente il carico fiscale su lavoratori e pensionati”.

Federalismo municipale, voto previsto per il 3 febbraio

Sono previste per il 3 febbraio le dichiarazioni di voto e il voto finale sul federalismo municipale nella competente Commissione bicamerale. Il presidente La Loggia ha reso noto che la Commissione è in attesa dei dati richiesti agli uffici governativi circa la distribuzione del gettito IRPEF su base comunale.

In allegato pubblichiamo la proposta di parere predisposta dal presidente della Commissione bicamerale, Enrico La Loggia, in qualità di relatore (atto n. 292).

Elenco Allegati

Federalismo: Filippeschi (Legautonomie), modifiche non siano superficiali

“Apprendiamo di un clima positivo e di reciproco confronto tra Anci e il Ministro Calderoli nell’incontro per definire le modifiche al decreto sul federalismo municipale. Questo è buona cosa. Tuttavia, dalle prime anticipazioni, le aperture del Ministro non appaiono sufficienti e rassicuranti. Occorre pertanto più tempo a disposizione, perchè non servono modifiche superficiali e semplici aggiustamenti, ma una ridiscussione profonda dell’impianto del decreto e un confronto molto più ampio di quello in corso in questi giorni”.

 È quanto sollecita in una nota il presidente di Legautonomie e sindaco di Pisa Marco Filippeschi alla luce dell’intenzione del Governo di voler riscrivere il testo del decreto legislativo sul federalismo municipale. “La posta in gioco per le comunità locali è altissima – spiega – e la fretta non aiuta a dare una risposta all’altezza delle attese. Il nodo vero è quello dell’impianto stesso del decreto, che continua a mantenere caratteristiche di rigidità che non vanno nella direzione dell’autonomia finanziaria e impositiva dei comuni”.

“Manca la convergenza su una imposizione fiscale sui servizi erogati dai comuni che ricada su tutti i residenti e risponda al criterio del beneficio e alla considerazione di speciali caratterizzazioni che richiedono fiscalità speciali, quali quelle di cui si discute per le città di grande turismo”. “Inoltre” – conclude il presidente di Legautonomie – “sulla quantificazione delle risorse che si intendono fiscalizzare siamo ancora fermi ai tagli operati con la manovra dell’estate scorsa e che stanno oggi mettendo in crisi i bilanci degli enti locali”.

Elenco Allegati

Federalismo fiscale, il voto slitta di una settimana

Slitta di una settimana il parere della Commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale sul dlgs riguardante il fisco municipale, il cui termine scadeva il 28 gennaio.
In allegato pubblichiamo la proposta di parere predisposta dal presidente della Commissione bicamerale, Enrico La Loggia, in qualità di relatore (atto n. 292).

Per una agevole lettura, la proposta è riportata a fronte con il testo dello schema di decreto sul fisco

Elenco Allegati

Federalismo municipale, Filippeschi: “Senza dati tecnici certi, si sta improvvisando e si recupera esenzione beni ecclesiastici a discapito di esercizi commerciali”

“La fretta con cui il Ministro Calderoli vuole portare a casa l’approvazione del decreto sul federalismo municipale lo sta portando a fare concessioni a destra e a manca in modo spesso improvvisato. Sconcerta infatti che si sia passati da un’ipotesi all’altra sulla finanza comunale senza produrre elementi tecnici e finanziari certi”.

E’ il parere espresso oggi dal presidente di Legautonomie e sindaco di Pisa Marco Filippeschi sul testo del decreto sul fisco municipale licenziato dal ministro Calderoli.
 “Quel che si capisce è che il ministro alla fine ha dovuto fare i conti con i gravi limiti della proposta iniziale, evidenziati anche da Legautonomie, ed ha dovuto riscrivere il decreto, ridimensionando il peso delle imposte sui trasferimenti in favore di una compartecipazione Irpef, rafforzando la clausola di salvaguardia per i comuni, rendendo obbligatoria l’imposta municipale secondaria, ecc.

Siamo però ancora dentro un assetto della finanza locale rigido e largamente dipendente da scelte centraliste: la compartecipazione Irpef, sebbene meno sperequata rispetto all’imposizione immobiliare è pur sempre finanza derivata e fino al 2014 i sindaci continueranno ad avere le mani legate per quanto riguarda l’autonomia tributaria.

Il recupero dell’esenzione dei beni ecclesiastici dall’Imposta municipale propria (inizialmente non prevista) avverrà a discapito degli immobili relativi all’esercizio di attività di impresa, arti e professioni ovvero posseduti da enti non commerciali, che non beneficeranno più della riduzione del 50% dell’IMUP disposta nel testo iniziale del decreto e subiranno perciò un pesante aggravio rispetto all’attuale regime ICI.

Manca nella nuova stesura del decreto il cuore di una finanza locale federalista: una imposizione fiscale sui servizi erogati dai comuni che ricada su tutti i residenti e risponda al criterio del beneficio.
Il punto dal quale partire – prosegue Filippeschi – è la quantificazione delle risorse che si intendono fiscalizzare, perché se i numeri rimangono quelli dettati dalla manovra economica, l’autonomia dei comuni consisterà nella libera scelta dell’’albero al quale impiccarsi’. Senza una rinegoziazione dei tagli è inutile parlare di tutto il resto, e questo lo sanno bene i sindaci oggi alle prese con i bilanci di previsione per il 2011.
Non si capisce, infine – conclude il presidente di Legautonomie –, perché la tassa di soggiorno dovrebbe essere riservata solo ai comuni capoluogo. Anche qui, dove sta l’autonomia?

Politiche sociali: Progetto sulla non autosufficienza

” Il sistema di protezione e cura delle persone non autosufficienti. Prospettive, risorse e gradualità degli interventi”, è il titolo di un Progetto riguardante le politiche nazionali a favore delle persone non autosufficienti voluto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e realizzato dall’IRS (Istituto per la Ricerca Sociale).

 La finalità della ricerca, come si evince dall’introduzione, è quella di contribuire con un insieme di dati, informazioni e analisi al dibattito politico e tecnico sulla riforma della non autosufficienza in Italia, offrendo ai decisori pubblici una “valutazione ex ante delle principali ipotesi” di cambiamento delle politiche nazionali in atto.

In allegato oltre al progetto uniamo una serie di slides che presentano in versione sintetica i principali contenuti dei capitoli.

Elenco Allegati

Patto di stabilità interno. Modello di calcolo dei saldi obiettivi 2011-2013

La Ragioneria Generale dello Stato al fine di supportare gli enti locali nell’individuazione dell’obiettivo programmatico in base alle nuove disposizioni del patto di stabilità interno 2011-2013, ha predisposto un modello di calcolo degli obiettivi programmatici in formato Excel, in cui è indicata la nuova procedura da seguire per l’individuazione dei saldi obiettivo 2011-2013.

Le amministrazioni interessate, in attesa dell’emanazione del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze previsto all’art. 1, comma 109, della L. 220/2010, potranno, quindi, simulare il calcolo del proprio obiettivo inserendo nelle caselle attive (non colorate) i dati richiesti dal citato modello di calcolo.

Elenco Allegati

La Carta etica della Regione Piemonte: Codice di condotta per accrescere la fiducia tra la classe politica ed i cittadin

Adottare un codice di condotta che consente di accrescere la fiducia tra la classe politica ed i cittadini, legame indispensabile perché un eletto possa portare a buon fine la propria missione, è lo scopo della Carta etica della Regione Piemonte, la prima in Italia, che ha avuto come primi sottoscrittori i presidenti della Giunta e del Consiglio, Roberto Cota e Valerio Cattaneo (guarda il filmato).

Possono aderire alla Carta in modo volontario gli assessori ed i consiglieri regionali, i candidati alle elezioni ed i dirigenti/responsabili di ogni partito politico, movimento e lista civica che concorra alle elezioni regionali come proprio impegno personale di fronte alla collettività. L’adesione assume il valore di un patto etico stipulato con i cittadini/amministrati/utenti. L’elenco dei sottoscrittori verrà pubblicizzato sui siti del Consiglio regionale e della Regione Piemonte per permettere la verifica dei comportamenti amministrativi con i principi in essa contenuti.

“E’ la prima pietra di una casa comune migliore e risponde all’esigenza prioritaria che tra gli eletti e i candidati si affermino i principi etici – ha sostenuto Cota – Aderirvi non costituisce un obbligo di legge, ma ciascun amministratore o candidato può sottoscriverla quale impegno personale di fronte alla collettività. L’esperienza ci insegna che talvolta la legge non basta ad assicurare comportamenti eticamente corretti. Si possono verificare casi in cui, pur nell’osservanza formale delle leggi, ci sono condotte che da punto di vista sono da censurare. Ecco quindi questo codice che risponde a una sollecitazione che spesso avevo rivolto al presidente del Consiglio regionale”.

Ogni sottoscrittore si impegna, nell’esercizio delle proprie funzioni, a perseguire l’interesse generale e non quello proprio personale, diretto o indiretto, o di persone o di gruppi allo scopo di ottenere un interesse personale diretto o indiretto. Costituiscono principi etici generali i principi di responsabilità, trasparenza, correttezza, imparzialità, efficienza, spirito di servizio, valorizzazione delle risorse umane, formazione continua, rispetto della disciplina di bilancio e finanziaria. Inoltre, deve rispettare precisi doveri, come astenersi dall’esercitare altri incarichi politici o lavorativi che impediscano di svolgere adeguatamente il proprio mandato o che palesino conflitti di interesse con il ruolo di pubblico amministratore, scegliere i collaboratori avendo cura di non reclutare suoi parenti o affini fino al quarto grado in relazione all’utilizzo di risorse di tipo discrezionale del budget, presenziare assiduamente alle riunioni degli organismi cui sono chiamati in ragione del proprio ruolo, rifiutare ogni dono che non sia di natura meramente simbolica, rendicontare il proprio operato ai cittadini, amministrati con regolarità e chiarezza, rispettare la disciplina di bilancio e finanziaria.

 Nella fase conclusiva del mandato dovrà assicurare la copertura delle spese per l’intero esercizio futuro e astenersi dal prendere decisioni che assicurino a sé, o a un parente o affine entro il quarto grado, un vantaggio personale, professionale o economico.

Infine, ogni sottoscrittore dovrà dimostrare che le motivazioni delle sue decisioni hanno un carattere equo e conforme all’interesse generale, rispondere diligentemente a qualsiasi richiesta dei cittadini o dei mass media relativa allo svolgimento delle sue mansioni, alla loro motivazione o al funzionamento dei servizi dei quali è responsabile, impedire ogni reclutamento di personale amministrativo e tecnico basato su principi che non siano il riconoscimento dei meriti e delle rispettive competenze professionali e/o su scopi diversi dai bisogni del servizio.

In campagna elettorale il candidato spiegherà il proprio programma politico o di mandato nella piena trasparenza e nel rispetto degli altri competitori, esimendosi dal condurre attacchi personali basati sulla vita privata di questi ultimi, e non chiederà o non accetterà alcuna contropartita a una desistenza o a un appoggio, né cercherà di ottenere suffragi con la diffamazione degli altri candidati, con la violenza e/o minacce, con la manipolazione delle liste elettorali e/o dei risultati della votazione, nonché con la concessione di vantaggi o promesse di vantaggi.

Enti locali. Approvato il dlgs per armonizzazione bilanci enti locali: “un altro tassello per l’attuazione del federalismo fiscale”

Nella seduta del 17 dicembre il Consiglio dei Ministri ha dato il  suo ok allo schema di decreto legislativo che armonizza i sistemi contabili e i bilanci delle Regioni, delle Province e degli enti locali.
Il provvedimento rimane in attesa del Parere della Conferenza Unificata e della Copaff.

Elenco Allegati

Legautonomie: dietro la bandiera del federalismo dal governo solo attacchi alle autonomie

In allegato un documento di Legautonomie di denuncia contro la politica economica di un governo incapace di portare il Sistema Paese fuori dalla crisi economica e sociale.

Elenco Allegati