Riforma fiscale e assistenziale: la Corte dei Conti la boccia

La Corte dei Conti boccia la riforma fiscale. I giudici sostengono che il ddl delega per la riforma fiscale e assistenziale non abbia copertura, “anche perchè parte delle entrate sono state usate dal decreto di agosto”.

Il presidente Luigi Giampaolino, audito dalle commissioni Finanze e Affari sociali della Camera, ha parlato di “forti incertezze” che dominano la situazione economica e ha sottolineato nel suo discorso che la strada di una riduzione della spesa sociale risulta difficile e rischia di produrre effetti non diversi da quelli derivanti da un prelievo eccessivo e distorto. “Occorre domandarsi – ha detto il presidente dei giudici contabili – se le incertezze che gravano sulla copertura della delega fiscale e assistenziale non rendano necessario esplorare fonti di gettito nuove, in direzione di basi imponibili personali o reali che non insistano sul lavoro e sulle imprese”

Pubblichiamo in allegato l’audizione della Corte dei Conti e le audizioni finora svolte dalle Commissioni riunite finanze e affari sociali della Camera.

 

Elenco Allegati

Politiche sociali: “Leps strumento essenziale per la garanzia di un welfare dei diritti”

Relazione introduttiva di Roberta Papi, Assessore alle Politiche Socio Sanitarie del Comune di Genova e componente Ufficio Presidenza Legautonomie, svolta durante il Convegno nazionale “Gli enti locali fra manovre finanziarie ed emergenze sociali. Idee e proposte per il nuovo welfare” (Genova, 7 ottobre 2011).

“Quando qualche mese fa abbiamo deciso di promuovere questo convegno, lo abbiamo fatto perché mossi da una crescente preoccupazione relativamente alle sorti del nostro sistema di welfare ma certamente nessuno di noi avrebbe potuto immaginare che ci saremmo trovati di fronte ad una situazione così drammatica …” (scarica il testo in allegato).

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Cassa DDPP e universalismo selettivo: contro la crisi, per il rilancio degli investimenti

Come attirare investitori privati per compensare le poche (nulle) risorse che il pubblico potrà dedicare agli investimenti infrastrutturali nei prossimi anni? Come dare certezze alle clausole dei contratti?

Si avanza una proposta che potrebbe vedere la Cddpp in prima fila: creare redditività interna specifica per i singoli progetti (o addirittura i singoli cespiti), tramite una adeguata tariffazione delle prestazioni erogabili per il loro tramite.

Nel testo della Nota del CeRM che pubblichiamo, tratta dal n. 5/2011 di Short Note, le argomentazioni a supporto della proposta, e la ragione per cui la Cddpp potrebbe svolgere un ruolo “pilota”, in attesa che, a normativa rodata e, soprattutto, a reputation creata, anche altri investitori possano indirizzare flussi di risparmio verso dotazioni/infrastrutturazioni pubbliche.

La proposta punta a tenere assieme tre obiettivi oggi tanto impellenti quanto potenzialmente confliggenti tra loro:
– consolidamento dei conti;
– salvaguardia del welfare system e delle prestazioni di pubblica utilità (Lea, Lep, Liveas, etc.);
– rilancio degli investimenti pubblici e dell’economia

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Riequilibrio delle rappresentanze di genere nei Consigli e nelle Giunte di Regioni ed Enti locali

In Commissione affari costituzionali della Camera, la relatrice Lorenzin ha predisposto un testo unificato delle proposte di legge per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei Consigli e nelle Giunte delle Regioni e degli Enti locali.

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