Piemonte: altri 5 milioni per la cooperazione

Si sbloccano i fondi per le società cooperative a mutualità prevalente e per i loro consorzi (classificati come pmi) che hanno già presentato domanda per ottenere un finanziamento finalizzato alla realizzazione di investimenti produttivi, ma che sono tuttora in lista di attesa. Si tratta di circa 23 società, che ora potranno optare per l’utilizzo dei fondi Bei, la cui seconda tranche, recentemente acquisita da Finpiemonte, prevede lo stanziamento di 5 milioni proprio in favore della cooperazione.

E’ quanto ha annunciato il presidente Roberto Cota durante la riunione della commissione regionale del 25 giugno, un’occasione per fare il punto sulla situazione dei fondi esistenti e sull’utilizzo delle risorse future.

“Sono contento che durante l’incontro sia stato riconosciuto come nessuna Regione faccia meglio del Piemonte in favore del mondo cooperativo – ha commentato Cota – La proposta rappresenta un’opportunità per le società cooperative che hanno ancora voglia di investire sul nostro territorio e che vogliono consolidarsi dal punto di vista patrimoniale. Le cooperative piemontesi sono alla ricerca di nuovi equilibri, che si basino su tre pilastri fondamentali: la capitalizzazione, la concentrazione e l’internazionalizzazione. Con questi 5 milioni diamo ad esse la possibilità di potersi promuovere e consolidare, cercando di superare l’impasse che era dettata dalle risorse limitate”.

Le società tuttora in lista di attesa potranno quindi scegliere di ottenere un finanziamento immediato alle seguenti condizioni: 85% fondi Bei (Banca europea per gli investimenti) e 15% fondi bancari a tasso convenzionato entro un massimo di 595mila euro. Una parte dei fondi Bei sarà anche utilizzata per finanziare nuove domande per la realizzazione di investimenti produttivi e l’aumento di capitale sociale, che potranno essere presentate dal 1° al 19 luglio 2013 sul sito www.finpiemonte.info

I fondi Bei sono erogati, salvo eventuali e contingenti disposizioni, ad un tasso di interesse fisso pari al 2,1%, che riflette il costo di provvista applicato a Finpiemonte S.p.A all’atto dell’erogazione della seconda tranche di risorse. Il finanziamento sarà restituito con un piano di ammortamento di 84 mesi, anziché di 72 (termine previsto dall’attuale programma degli interventi).

Riforme, Filippeschi: “Si delinei una proposta chiara di riforma del Parlamento”

 
 
“Chiediamo che si delinei una proposta chiara di riforma del Parlamento. Al nostro Paese serve una solo Camera legislativa, che dia la fiducia ai governi. E serve una Camera del federalismo, il Senato delle autonomie, che sia costituito dai rappresentanti già eletti dalle Regioni e dai Comuni. Il Ministro Quagliariello ha espresso un indirizzo fondamentale condivisibile parlando alle Commissioni parlamentari Affari costituzionali riunite. Non si deve cedere a pressioni conservatrici o a soluzioni pasticciate”. Così il presidente di Legautonomie Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, che oggi ha introdotto la riunione della presidenza nazionale dell’associazione.

 

“La riduzione del numero dei parlamentari eletti, quelli che compongono la Camera politica, con l’allineamento agli standard europei, è un obiettivo irrinunciabile perché funzionale al miglioramento dell’attività legislativa, in termini di efficacia, trasparenza e responsabilizzazione degli eletti. Queste ragioni sono forti you could look here. Ogni atteggiamento conservatore o dilatorio dà invece spazio a orientamenti antiparlamentari e populisti e crea altro discredito per la politica”.

Monitoraggio Imprese piemontesi

Il bollettino con i dati aggiornati a giugno delle aziende del Piemonte

http://www.regione.piemonte.it/industria/sist_info/dwd/2013/i_trend.pdf

Da www.regionepiemonte.it

 

ISPRA, Rapporto Rifiuti Urbani 2013

Il Rapporto Rifiuti Urbani 2013 analizza i dati del biennio 2011 – 2012 relativi alla produzione, alla raccolta differenziata e alla gestione dei rifiuti urbani, al sistema di gestione dei rifiuti di imballaggio; effettua il monitoraggio dell’applicazione della tariffa rifiuti, l’analisi economica dei costi del ciclo integrato dei rifiuti urbani ed il monitoraggio della pianificazione territoriale.

Contrasto all’evasione fiscale, le considerazioni della Corte dei Conti

In via informale le Commissioni bilancio e finanze della Camera hanno sentito il Presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino sulla politica tributaria, con particolare riguardo al contrasto dell’economia sommersa e all’attuazione del federalismo fiscale, nel quadro degli obiettivi di finanza pubblica.
“L’evasione fiscale – spiega la Corte dei conti nelle considerazioni preliminari del rapporto – continua ad essere per il nostro Paese un problema molto grave, tra le cause delle difficoltà del sistema produttivo, dell’elevato costo del lavoro, dello squilibrio dei conti pubblici, del malessere sociale esistente”.
In allegato il documento.

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“Per un riordino territoriale dell’Italia”. Una ricerca della Società geografica italiana

La Società Geografica Italiana ha pubblicato “Riordino dell’assetto amministrativo italiano”, una ricerca realizzata con l’obiettivo di fornire materiali di riflessione, di confronto e di valutazione per ben impostare un’operazione di riordino e di razionalizzazione dell’assetto amministrativo italiano.
Nello specifico, il testo che pubblichiamo in allegato riassume le vicende che hanno portato all’attuale configurazione del ritaglio amministrativo e le pulsioni riorganizzative alle quali è stato via via sottoposto, le quali hanno generato nel tempo svariate risposte, ma non già progetti organici di adeguamento.
 
Nella seconda parte, si caratterizzano i fondamenti delle attuali delimitazioni amministrative dell’Italia per confrontarli con il “modello” che va configurandosi nell’Unione europea, fondato su una ripartizione territoriale che risponde all’omogeneità funzionale, alle coalizioni di attori, ai valori urbani.

Si sostiene conseguentemente la tesi secondo cui la nuova delimitazione amministrativa dovrà legittimarsi integrando fra loro la dimensione globale dei processi economici e il radicamento territoriale delle identità, delle specializzazioni, dei contesti patrimoniali e culturali. L’obiettivo è infatti quello di perseguire fini collettivi, ovvero efficienza economica, coesione sociale, inclusione.

Confrontando i fondamenti dell’ipotesi elaborata già sul finire del ventesimo secolo e la più recente proposta governativa del 2012, si definiscono i fondamenti di metodo e le linee guida che dovrebbero guidare l’elaborazione di una proposta di riordino del ritaglio amministrativo.

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Dal CdM via libera al “decreto del fare”, 80 misure per rilanciare il Paese

Via libera al primo pacchetto del governo Letta a sostegno dell’economia. Interventi su imprese, burocrazia, investimenti per la scuola, wi-fi, prime case e molto altro.

Il decreto legge ‘del fare’ che il Premier ha definito “di rilancio dell’economia del Paese” verrà accompagnato da una pioggia di provvedimenti che mirano alla semplificazione burocratica, allo snellimento del rapporto di cittadini e imprese con la pubblica amministrazione e che sarà varato mercoledì 19 giugno. Per venerdì 21, invece, è stato fissato l’esame del ‘pacchetto lavoro’. Il decreto ‘del fare’ “darà sblocco significativo a molti posti di lavoro” ha affermato il premier, Enrico Letta, presentando il provvedimento.
 

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Riforme costituzionali: la Commissione AA.CC. del Senato ha avviato l’esame del ddl

La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha avviato l’esame del disegno di legge costituzionale, che propone l’istituzione di un Comitato parlamentare per le riforme costituzionali. Il ddl disciplina un procedimento legislativo speciale per l’esame dei progetti di revisione costituzionale e di riforma dei sistemi elettorali, con l’obiettivo di favorire il compimento entro 18 mesi del processo riformatore.
Sul testo sono già stati fissati i termini per la presentazione degli emendamenti che scadono alle ore 19 di giovedì 20 giugno.
 
Ricordiamo che al Comitato è attribuito il compito di esaminare in sede referente i progetti di revisione costituzionale dei titoli I, II, III, e V della seconda parte della Costituzione, concernenti la forma di Stato, la forma di Governo e il bicameralismo, nonché i connessi progetti di legge ordinaria in materia elettorale. Per quanto riguarda l’esame in Assemblea, tra le novità di maggior rilievo, l’applicazione, per la presentazione di emendamenti e subemendamenti, delle norme valevoli per i ddl collegati alla manovra finanziaria. Non è previsto invece il divieto di presentazione di questioni pregiudiziali e sospensive. Per tutte le votazioni è prescritto il voto palese.

L’intervallo tra le due successive deliberazioni sul progetto di legge costituzionale da parte della stessa Camera è ridotto a un mese. Il referendum popolare potrà essere richiesto anche qualora le leggi costituzionali fossero approvate con la maggioranza dei due terzi.

Il Comitato

E’ composto da venti senatori e venti deputati nominati dai presidente delle Camere e scelti tra i membri delle commissioni permanenti per gli Affari Costituzionali rispettivamente del Senato e della Camera. Ne faranno parte di diritto i presidenti delle predette Commissioni. La nomina dei componenti del Comitato avverrà su designazione dei Gruppi parlamentari delle due Camere seguendo i seguenti criteri:

a) in base alla consistenza numerica dei Gruppi;

b) in base al numero di voti conseguiti dalle liste e dalle coalizioni di liste ad essi riconducibili;

c) assicurando almeno un rappresentante per ogni Gruppo e un rappresentante delle minoranze linguistiche.

Le competenze

Il Comitato dovrà esaminare i progetti di revisione dei Titoli I, II, III e V della parte Seconda della Costituzione che riguardano le materie della forma di Stato, della forma di Governo e del bicameralismo. Saranno i presidenti di Senato e Camera ad assegnare al Comitato i disegni e le proposte di legge perché vengano esaminati in sede referente.

Una volta completato l’esame della proposta di legge, il Comitato trasmetterà ai Presidenti delle Camere i progetti di legge costituzionale, corredati di relazioni illustrative e di eventuali relazioni di minoranza. Per la votazione dei testi nelle assemblee si osserveranno le norme dei rispettivi regolamenti.

I lavori parlamentari sulle riforme costituzionali sono organizzati in un periodo massimo di 18 mesi: l’approvazione da parte del Parlamento del presente disegno di legge può essere prevista per fine ottobre 2013, quando la Commissione degli esperti avrà già terminato di lavorare e fornito le proprie conclusioni al governo. Il comitato parlamentare lavorerà fino alla fine di febbraio 2014. Per la fine di maggio è possibile prevedere la prima lettura di una Camera; per gli inizi di settembre la prima lettura dell’altra Camera. Per la fine di ottobre 2014 la seconda deliberazione e l’approvazione finale della riforma, salvo l’eventuale svolgimento del referendum confermativo che il governo ritiene comunque opportuno che venga svolto.

La legge o e leggi costituzionali approvate saranno sottoposte a referendum solo se, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne faranno richiesta un quinto dei membri di una Camera o 500 mila elettori o Cinque consigli regionali, anche qualora siano state approvate nella seconda votazione a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera.

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Senato, Indagine conoscitiva sulla tassazione degli immobili: l’audizione di Legautonomie

La Commissione Finanze e tesoro del Senato sta svolgendo un’indagine conoscitiva sul tema della tassazione degli immobili, ed oggi si è svolta l’audizione di Legautonomie. Scopo dell’indagine è acquisire un quadro complessivo del prelievo tributario sul comparto immobiliare, sia in termini quantitativi che per singoli tipi di imposta e per basi imponibili, al fine di valutare al meglio le future iniziative legislative.
In particolare, il lavoro della Commissione si concentrerà sulle prospettive di riforma del catasto, seguendo le linee già presenti nel disegno di legge delega esaminato nella scorsa legislatura, sul prelievo sul possesso e sulle compravendite, sui redditi immobiliari, sulle forme di agevolazioni, anche per le operazioni di ristrutturazione e sul sistema di controllo e gestione amministrativo del settore immobiliare. Infine costituiscono elementi di particolare attenzione la connessione con la finanza locale e la gestione amministrativa di tutto il comparto tributario sugli immobili.

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D.l. n. 54/13, IMU e CIG: i testi degli emendamenti

Presso le Commissioni riunite finanze e lavoro della Camera si è concluso l’esame preliminare sul provvedimento. Il seguito della seduta è stato rinviato a martedì 11 giugno, nel corso della quale saranno dichiarati i giudizi di ammissibilità sulle proposte emendative presentate e saranno espressi i pareri dei relatori e del Governo.
Pubblichiamo in allegato i testi degli emendamenti al decreto-legge n.54/2013 in materia di sospensione dell’IMU e CIG.

L’on. Fontana (PD) ha rilevato la necessità di provvedere ad un ulteriore stanziamento di risorse, nel caso in cui esse si rilevassero insufficienti per l’anno 2013, come appare probabile in base a quanto emerso nel corso delle audizioni dei soggetti interessati. Rilevato, inoltre, come il necessario e comprensibile finanziamento degli ammortizzatori in deroga avvenga attraverso uno spostamento di risorse che incide negativamente sulle politiche attive del lavoro, ha auspicato che il Governo, come già preannunciato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, possa quanto prima provvedere a un sollecito ripristino delle relative risorse. L’onorevole si è poi soffermata sulle modalità di concessione degli ammortizzatori sociali a livello regionale, rilevando una difformità nell’utilizzo delle risorse tra regione e regione, che in taluni casi sfocia in veri e propri arbitri, invocando, quindi, un attento monitoraggio circa l’andamento della spesa per gli ammortizzatori sociali da parte delle autonomie territoriali, nonché, da parte del Governo, dati attendibili circa l’utilizzo delle relative risorse da parte delle regioni, anche specificando l’ammontare degli stanziamenti trasferiti alle singole amministrazioni, le modalità di concessione, le causali, le previsioni di spesa, oltre che le anticipazioni effettuate, nonché la platea dei beneficiari. L’acquisizione di tali dati è necessaria, anche in prospettiva dell’adozione del decreto interministeriale previsto dall’articolo 4 del decreto-legge, ai fini di una corretta individuazione dei criteri di concessione dei trattamenti di sostegno del reddito. In proposito, l’onorevole ha sollecitato chiarimenti circa i tempi di adozione di tale decreto interministeriale, spiegando come sia possibile armonizzare la definizione dei nuovi criteri di concessione con le anticipazioni dei trattamenti già autorizzate dalle regioni sulla base del criterio della sola “spesa storica”, per le quali in taluni casi le risorse appaiono largamente insufficienti.

Il Sottosegretario Dell’Aringa ha fatto notare che il provvedimento, limitatamente al finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, pur non essendo risolutivo delle problematiche occupazionali, offre comunque un primo, importante, intervento di sostegno ai lavoratori in difficoltà, nel tentativo di allentare le forti tensioni sociali prodottesi a causa della crisi economica. Rispondendo al deputato Fontana, il Sottosegretario ha segnalato come non sia sempre agevole stimare l’andamento della spesa per gli ammortizzatori sociali, in quanto le regioni, che ne deliberano la concessione in base agli accordi sottoscritti con le parti sociali e dovrebbero rispettare il budget assegnato, non agiscono sempre alla stregua di criteri di erogazione certi: ciò porta, in taluni casi, a un mancato utilizzo di una parte delle risorse stanziate e, in altri casi, a uno “sforamento” rispetto ai vincoli di bilancio. Nel riconoscere che le regioni hanno fatto largo uso di tale strumento, a volte in modo improprio, egli ha assicurato, proprio al fine di tenere maggiormente sotto controllo l’andamento della spesa a livello locale e programmare uno stanziamento di risorse adeguato, l’impegno del Governo a rafforzare le relative attività di monitoraggio e a rendere pubblici i dati a tal fine acquisiti.

Il Sottosegretario ha poi evidenziato come il decreto interministeriale previsto dall’articolo 4 del decreto-legge, che sarà a breve predisposto di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, proprio al fine di definire più credibili criteri di concessione degli ammortizzatori in deroga, sarà preceduto da una necessaria interlocuzione con le regioni e le organizzazioni sindacali, riservandosi, in proposito, di trasmettere al Parlamento le informazioni richieste sull’andamento della spesa in materia.

Soffermandosi, infine, sui profili di copertura finanziaria, il Governo provvederà a reintegrare le risorse destinate al finanziamento della CIG in deroga, che sono state parzialmente sottratte ai fondi per la contrattazione di secondo livello e per la formazione professionale continua dei lavoratori: il temporaneo spostamento di tale risorse per la copertura degli interventi di sostegno al reddito non pregiudicherà in ogni caso l’attuazione degli obiettivi di politica attiva originariamente programmati.

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